L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha assegnato un Contract Change Notice valore di 98 Milioni Euro a Thales Alenia Space per la seconda estensione della fase B2 di ExoMars, denominata B2X2. La cifra copre anche il secondo anticipo di fase di sviluppo e realizzazione (C/D).
Il Contract Change Notice è una variante al contratto che permette la copertura finanziaria delle prossime fasi di attività della missione previste fino al marzo 2011. Una estensione contrattuale che permetterà al team industriale di ExoMars di eseguire la System PDR (Preliminary Design Review)
nell’autunno del 2010 e di finalizzare il progetto preliminare delle due missioni, previste rispettivamente nel 2016 e nel 2018, e dei relativi moduli, in vista della successiva fase sviluppo e realizzazione, il cui avvio è fissato ad aprile 2011. possono iniziare inoltre le progettazione dettagliate, approvvigionamenti e test per le unità critiche.
ExoMars è la prima missione del programma di esplorazione "Aurora" dell’ESA, ed è realizzato in collaborazione con la NASA. La prima missione nel 2016 studierà l’atmosfera marziana, dimostrerà la fattibilità di alcune tecnologie decisive per le fasi di ingresso, discesa ed atterraggio su Marte, propedeutiche alla futura esplorazione umana del pianeta, e garantirà il data communication relay tra Terra e Marte per le successive missioni rover. La seconda missione nel 2018 porterà su Marte una rover completamente europea, capace di muoversi in autonomia e prelevare campioni di terreno fino a due metri di profondità analizzandone le proprietà chimico, fisiche e biologiche.
Thales Alenia Space Italia è Prime Contractor industriale di ExoMars e responsabile della progettazione del dimostratore del modulo di discesa (Entry Descent Demonstrator Module EDM), della realizzazione del laboratorio di bordo (Analitycal Laboratory Drawer - ALD, contenente gli strumenti del Pasteur Payload) e della sua integrazione sul Rover, e della realizzazione del computer di bordo e del radar altimetro per il modulo di discesa.
Thales Alenia Space France è incaricata della progettazione ed integrazione del modulo Orbiter.
Lo Smithsonian’s National Air and Space Museum di Washington D.C. mette in mostra 148 spettacolari immagini del nostro sistema solare, in bianco e nero o a colori, che il fotografo Michael Benson ha selezionato dagli archivi ESA e NASA e rielaborato per l’occasione. Molte di queste immagini sono "inedite" ed altre sono il risultato di missioni spaziali recenti.
Le immagini, che coprono l’intero sistema solare, aprono un nuovo capitolo nella storia della fotografia e dell’arte. Come dice lo stesso Benson, «vedendo le immagini delle missioni interplanetarie ho capito che esse appartenevano tanto alla scienza quanto all’arte».
Tra le immagini più interessanti, i paesaggi desertici di Marte, le foto delle pianure ghiacciate e delle cime a spirale del satellite di Giove, Europa; e ancora crateri, vulcani e fiumi di lava su Venere, viste panoramiche di Saturno e dei suoi anelli, immagini della Terra e della Luna.
La mostra "Beyond: Visions of Our Solar System" rimane aperta fino al 2 maggio 2011.
(Foto: eruzione vulcanica sul satellite IO)
Sono pronti a lasciare gli stabilimenti di Roma i primi tre satelliti della costellazione Globalstar di seconda generazione costruiti da Thales Alenia Space e destinati a servire fino al 2025. Lo annuncia la società franco-italiana, che prevede di completare a fine agosto gli altri tre satelliti del gruppo destinato al primo lancio nell’ottobre 2010 con un vettore Soyuz. Sui satelliti saranno montati carichi realizzati da TAS a Tolosa, strutture e sottosistemi termici costruiti a Cannes e parte dei pannelli laterali a Torino. Alcune unità elettroniche sono sviluppate e prodotte a L’Aquila, mentre l’antenna in banda L è prodotta a Roma e il computer di bordo (OBPE) e parte del GPS a Milano. Ciascun satellite Globalstar - spiega TAS - ha una massa al lancio di circa 700 Kg, una potenza di 1.7 Kw, e monta 16 trasponditori di trasmissione dalla banda C alla S e 16 di ricezione dalla L alla C.
L’Accademia delle Scienze e Tecnologie del Vietnam ha siglato con Astrium un contratto da 55,2 milioni di euro per lo sviluppo, costruzione e lancio del satellite VNREDSat-1 da osservazione ottica della terra con una risoluzione di 2,5 metri. Lo annuncia Astrium, che realizzerà il satellite nei propri stabilimenti di Tolosa con la partecipazione di 15 ingegneri vietnamiti. Il contratto scaturisce dall’accordo intergovernativo tra Francia e Vietnam del novembre 2010.
La NASA potrebbe ottenere i finanziamenti necessari ad effettuare nel 2011 un volo shuttle extra, prima di mettere in pensione il suo traghetto spaziale. Attualmente l’ultimo volo in programma è quello del febbraio 2011, al quale parteciperà anche l’astronauta italiano Roberto Vittori. Ma la commissione scienza del Senato americano, accogliendo una tendenza che si sta manifestando negli ultimi mesi, ha votato un extra budget di 1,6 miliardi di dollari per l’estensione del programma shuttle. Questo voto potrebbe rappresentare il primo passo verso l’ufficializzazione di un volo ulteriore oltre i due finali già programmati.
È stato presentato ieri, presso l’ambasciata italiana a Washignton, a una delegazione di parlamentari, membri del governo, industriali ed esponenti della Difesa Usa, il sistema di satelliti italiano Cosmo-Skymed per l’osservazione della terra, che ha trovato recentemente impiego nella rilevazione delle immagini del disastro petrolifero del Golfo del Messico.
L’incontro tra la delegazione americana e la delegazione italiana, guidata da presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Enrico Saggese e da Luigi Paquali, a.d. di Thales Alenia Space Italia, Carlo Gualdaroni, a.d. di Telespazio, e Marcello Maranesi, a.d. di e-Geos, è avvenuto alla presenza dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata
«L’enfasi che gli Stati Uniti pongono sull’ambiente - ha detto Saggese - collima perfettamente con le tecnologie avanzate e le applicazioni che Cosmo SkyMed offre in ambiti che vanno dall’agricoltura alla Protezione Civile. L’ASI si augura, attraverso ulteriori incontri bilaterali, di fare ulteriori passi avanti nella cooperazione a reciproco beneficio». Saggese ha inoltre anticipato lo sviluppo di una seconda generazione della Costellazione per garantire la continuità del servizio.
Cosmo-Skymed è una costellazione di quattro satelliti radar per uso "duale", di cui tre già in orbita operativa a partire dal 2007, in grado di fornire immagini ad alta risoluzione e con tempi di risposta molto rapidi di ogni punto del pianeta in qualsiasi condizione atmosferica, di giorno e di notte. Particolarmente adatto alla gestione di rischi ed emergenze ambientali, quali alluvioni, perdite di petrolio, frane, Cosmo-Skymed offre applicazioni indispensabili per la sorveglianza marittima, il monitoraggio dei ghiacci, delle foreste, la mappatura delle risorse agricole, la cartografia e altre numerose applicazioni scientifiche e per la sicurezza. Di recente ha supportato l’International Polar Year per il monitoraggio del distacco del ghiacciaio Wilkins in Antartico e del ghiacciaio Perito Moreno nella Terra del Fuoco.
È la missione a vela solare Ikaros dell’agenzia spaziale giapponese JAXA la "star" al secondo International Symposium on S
olar Sailing in corso al New York City College of Technology in Brooklyn. Dopo aver registrato per la prima volta ai primi di luglio la spinta generata dalla vela solare, Ikaros è ora il primo veicolo spaziale della storia a muoversi con velocità crescente propulso dal solo vento solare.
In realtà Ikaros è un doppio dimostratore: non solo infatti usa la sua vela per farsi spingere dall’energia prodotta dall’impatto dei fotoni (pressione solare o pressione di radiazione), ma ha anche dimostrato la capacità di generare con la vela energia elettrica, grazie a un film sottilissimo di celle fotovoltaiche annegato nella membrana.
La missione di Ikaros (Interplanetary Kite-craft Accelerated by Radiation Of the Sun) è cominciata a maggio, quando fu lanciata assieme all’orbiter Akatsuki diretto a Venere (dove giungerà a dicembre). La vela di Ikaros, che ha una diagonale di 20 metri, è stata dispiegata a giugno.
La NASA potrebbe avviare una serie di lanci per la verifica di tecnologie innovative a partire dal 2014, grazie ai cinque miliardi in cinque anni che il presidente Obama ha proposto di stanziare per ridare vigore alla ricerca in ambito spaziale. Ciascuna missione dovrebbe costare tra i 400 milioni e il miliardo di dollari, con attività focalizzate sul recupero durante il rientro atmosferico (aerocapture), stoccaggio dei propellenti nello spazio, propulsione a ioni avanzata, moduli gonfiabili sistemi di supporto vitale a ciclo chiuso e sistemi automatici di avvicinamento e docking. Le missioni dovrebbero succedersi al ritmo di una ogni 12-18 mesi.
Ad aprire la serie sarà probabilmente un innovativo propulsore a ioni che sarà installato sulla stazione spaziale internazionale (ISS) per essere utilizzato nelle manovre di reboost (ripristino dell’orbita) del complesso spaziale, oggi effettuate periodicamente dagli shuttle e in futuro dagli ATV europei.
Sono stati recuperati tutti i dati di volo della capsula SHARK, l’esperimento del CIRA commissionato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) lanciato il 26 marzo scorso dalla base svedese di Kiruna, che si conclude così con un completo successo. La capsula, della quale si erano perse le tracce per il mancato funzionamento del segnalatore di bordo, era stata ritrovata ai primi di luglio e, dopo una prima ispezione presso i centri ESRANGE e SSC (Stoccolma), la capsula è arrivata al CIRA venerdì scorso 16 luglio.
I dati recuperati riguardano:
* 16 misure di temperatura
* 10 misure di pressione
* 3 misure di accelerazione monoassiale
* 2 misure di velocità angolare (la terza manca per un difetto del
componente installato)
SHARK (Sounding Hyprsonic Atmosferic Reentring ‘Kapsule’) era stata realizzata in appena tre mesi dal CIRA, su richiesta dell’
Agenzia spaziale europea, per sperimentare innovativi sistemi di protezione termica in materiali ceramici resistenti ad altissime temperature (UHTC) per velivoli spaziali.
Essendo la prima capsula completamente autonoma rilasciata da un sistema spaziale, SHARK apre un nuovo capitolo di possibili esperimenti che possono essere condotti con tali veicoli, offrendo all’ESA la possibilità di testare nuovi sistemi di rientro per esperimenti condotti sulla stazione spaziale internazionale (i cosiddetti "Black Box"), dai costi decisamente contenuti.
Già alcuni anni fa il CIRA aveva proposto un concetto del genere sotto il titolo di "Space Mail", ipotizzando di dotare per esempio la stazione orbitale di sistemi "black box" come SHARK per il rientro a terra di esperimenti scientifici che al momento possono essere riportati a terra solo con gli shuttle o, del tutto teoricamente visto il piccolissimo payload concesso al rientro, con le russe Soyuz. SHARK era stata sganciata alla quota di 160km per poi proseguire in volo balistico fino alla quota di 720km e rientrare nell’atmosfera prima di toccare terra in territorio svedese. Scopo primario della capsula, equipaggiata con 15 termocoppie, 10 trasduttori di pressione, 3 giroscopi ed un accelerometro triassiale, è stato quello di testare in condizioni di rientro suborbitale il componente termostrutturale in UHTC, già provato tre volte nella galleria al plasma (PWT) del CIRA nell’ambito del programma PRORA-USV/SHS.
Foto: Shark (in rosso in basso) preparata per il lancio
dal nostro inviato
«Difendendo il buon nome di Finmeccanica si difende l’immagine dell’Italia». È senza mezzi termini il messaggio di gratitudine che il governo italiano invia per mezzo del ministro dell’Istruzione e Ricerca Mariastella Gelmini al gruppo guidato da Pier Francesco Guarguaglini ancora sotto tiro per la vicenda Digint. Continua…
"Nei prossimi mesi si succederanno alcuni degli eventi più importanti della storia dell’Agenzia Spaziale Italiana: è arrivato il momento per dotarsi di questo nuovo strumento di comunicazione". Così il presidente dell’ASI Enrico Saggese, nel suo editoriale di apertura, saluta lo ‘start up’ della WebTV dell’Agenzia, on line sul sito www.asitv.it da lunedì 19 luglio.
Varie le tematiche: «Zero Gravity - spiega un comunicato - racconta dettagli e curiosità sulla vita degli astronauti. Pulsar è un magazine di informazione che getta ogni volta uno sguardo generale su "cosa sta succedendo". Le parole dell’Universo, condotto da uno scienziato, spiega ad ogni puntata un aspetto dello spazio. Satellite con vista permette di viaggiare sulla Terra tramite le "foto" di COSMO-SkyMed. Space Reloaded aggancia lo Spazio alla nostra vita di tutti i giorni, raccontando ogni volta casi emblematici di tecnologie spaziali ‘trasferite’ in applicazioni pratiche sulla Terra».
La WebTV dell’ASI è solo l’ultima arrivata, tra le nuove iniziative di comunicazione dell’ASI nate tra la scorsa primavera e l’inizio di questa estate. Dal 15 aprile, per fare un esempio, sul Televideo RAI si trovano, alla pagina 413, sei pagine aggiornate dedicate alle attività dell’Agenzia Spaziale Italiana. Mentre il 7 luglio, è stato diffuso il primo numero della Newsletter dell’ASI, realizzata in collaborazione con "Il Sole 24Ore".
L’Agenzia Spaziale Europea ha affidato a Astrium un contratto da 8,5 milioni di euro - dei quali 1,5 contribuiti dalla stessa Astrium - per i primi studi per lo sviluppo di un lanciatore di nuova generazione (NGL), sulla base dell’esperienza del programma Ariane. Lo annuncia la stessa ESA. Il nuovo lanciatore, che dovrebbe entrare in servizio intorno al 2025, dovrà coprire una gamma di esigenze che vanno dalle 3 tonnellate in orbita geostazionaria alle 4 in orbita sincrona solare fino ad un massimo di 8 tonnellate. L’NGL sarà fasato con l’Ariane 5 Midlife Evolution (ME), già varato durante la ministeriale 2008, con una capacità fino a 11 tonnellate. Il programma NGL rientra nel Future Launcher Preparatory Programme (FLPP) di ESA, i cui risultati dovrebbero essere portati alla prossima ministeriale ESA.
La NASA ha annunciato che l’ultimo lancio dello space shuttle Endeavour, programmato per il novembre del 2010, è stato spostato al febbraio del 2011; lo slittamento della data del lancio sarebbe stato causato dai ritardi nell’approvvigionamento di alcune non meglio definite "parti di ricambio" per la Stazione Spaziale Internazionale che la navicella avrebbe dovuto trasportare.
di Silvio Lora-Lamia
Delineata in aprile la sua nuova politica spaziale - "conquista" di Marte nel 2030, nuovi veicoli sia con equipaggi a bordo che unmanned, un nuovo razzo vettore e in generale budget "rinforzati" per la NASA - nei giorni scorsi il presidente americano Barack Obama ha proposto di instaurare nuove forme di collaborazione internazionale per l’uso civile ma soprattutto militare dello spazio. Continua…
Il satellite per telecomunicazioni Arabsat 5A e quello meteo COMS sono stati messi in orbita il 26 giugno, attorno alla mezzanotte italiana, con un lancio Ariane 5 dal poligono spaziale francese di Kourou, in Guyana. Lo annuncia il CNES, sottolineando che si tratta del 37° lancio riuscito consecutivo di Ariane 5 e del 51° in assoluto. L’Arabsat è stato costruito da EADS Astrium e Thales Alenia Space, con una vita utile stimata superiore ai 15 anni. Il Communication, Ocean and Meteorological Satellite (COMS) è stato realizzato da EADS Astrium per il Korea Aerospace Research Institute e dovrebbe garantire dieci anni di funzionamento.
Il consiglio dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha rinnovato a Jean-Jacques Dordain il mandato di direttore generale. Lo annuncia l’ESA. Nominato per la prima volta nel 2003, Dordain resterà quindi alla guida dell’agenzia sino al 2015. Entrato all’Office National d’Etudes et de Recherches Aérospatiales (ONERA) nel 1970 e selezionato come astronauta dall’agenzia spaziale francese nel 1977, Dordain è in ESA dal 1986.
Eutelsat Communications (Euronext Paris: ETL) ha annunciato di avere scelto Thales Alenia Space per la realizzazione di un satellite con 42-transponditori in banda Ku, destinato ad aumentare in modo sensibile il potenziale nella sua collocazione in orbita geostazionaria a 21.5° Est. Programmato per essere lanciato nel terzo trimestre del 2012, il satellite W6A andrà a sostituire l’attuale satellite Eutelsat W6 in un punto vicino, predisposto per la trasmissione professionale di dati e video e per servizi governativi in tutta Europa, Africa del Nord, Medio Oriente e Asia centrale.
Il nuovo satellite sarà posizionato sulla piattaforma Spacebus C3 di Thales Alenia Space, con una massa totale al lancio di 5 tonnellate e una potenza elettrica di 12kW; la sua aspettativa di vita in orbita è programmata per oltre 15 anni. Una vasta copertura, passando attraverso l’Europa, il Nord Africa e l’Asia Centrale, assicurerà la continuità del servizio con il W6, mentre due segnali dedicati ad alta energia apporteranno maggiore flessibilità, a vantaggio del Nord Africa e Medio Oriente.
Il sistema di navigazione satellitare europeo Galileo rischia di rimanere a metà della realizzazione, perché ci sono finanziamenti per soli 18 dei 30 satelliti previsti (27 più tre di riserva). La situazione è così grave che la Commissione industria del Parlamento europeo ha organizzato il 1° giugno una sessione di domande e risposte sull’argomento, secondo quanto reso noto nei giorni scorsi dal sito del Parlamento stesso.
I 18 satelliti "garantiti" dai finanziamenti dovrebbero essere messi tutti in orbita tra il 2011 ed il 2014. Il sistema Galileo è stato sviluppato per dare all’Europa un’indipendenza dal GPS statunitense, che essendo sotto il controllo dei militari, può essere oscurato in qualsiasi momento. Galileo sarà invece sotto controllo civile, anche se il suo segnale, in modalità protetta da tentativi di interferenza, potrà essere usato dai militari. Garantirà, se completato, un’accuratezza superiore a quella del GPS, con una precisione di posizionamento intorno al metro.
Italia e Australia potranno avviare concrete collaborazioni nel settore aerospaziale: lo ha detto il ministro per l’Innovazione, Industria e Ricerca del governo australiano, Kim Carr, nel corso della sua visita all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Accompagnato dal vicepresidente dell’ASI e consigliere del ministro della Difesa, Marco Airaghi, il ministro Carr ha anche visitato lo stabilimento di Thales Alenia Space Italia a Roma, dove gli sono state illustrate le caratteristiche e applicazioni della costellazione satellitare Cosmo SKyMed, il più avanzato sistema di osservazione della terra per usi civili e militari realizzato da Thales Alenia Space Italia per conto dell’ASI.
Una collaborazione nei settori della propulsione spaziale, dell’osservazione della terra e dello sviluppo di servizi satellitari: questo l’oggetto di un "Memorandum of Understanding" tra la Purdue University e l’Università di Roma La Sapienza.firmato a Roma lunedì scorso
Purdue University e Sapienza Università di Roma, spiega un comunicato, «hanno una lunga tradizione nel settore aerospaziale e hanno svolto un ruolo importante nello sviluppo dei programmi internazionali. L’accordo che hanno siglano consentirà di rafforzare le loro capacità di proporre nuovi programmi spaziali internazionali. In questo senso esso rientra nel quadro più generale delle iniziative attualmente perseguite dalle agenzie spaziali di Italia e Stati Uniti, e rappresenta un primo passo nella realizzazione di programmi nei settori dell’esplorazione planetaria, dei nuovi sistemi di trasporto spaziali e delle applicazioni satellitari».
Un primo risultato di questa collaborazione è il Workshop dal titolo "LOX/Methane Rocket Propulsion" in programma dall’8 all’11 giugno 2010 presso l’Università Sapienza di Roma in collaborazione con il CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), nel corso del quale verranno trattati i problemi scientifici e applicativi relativi allo sviluppo di nuovi concetti di motori basati su propellenti non inquinanti.
L’inserimento del CIRA in liste di enti inutili è incomprensibile visto che è lo stesso Stato italiano che ha voluto con apposita legge il PRORA, unico Programma Nazionale di Ricerche Aerospaziali, e ha affidato al CIRA, unico Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali, la realizzazione e la gestione del Programma. Lo ha detto il presidente del CIRA, Enrico Saggese, parlando a Capua, sede del Centro, nel corso di un assemblea con i dipendenti svoltasi martedì.
Lo Stato, ha spiegato Saggese «ha investito nel PRORA circa un miliardo di euro in infrastrutture di ricerca e in crescita di competenze uniche al mondo, un patrimonio prezioso di proprietà dello Stato in beni materiali e immateriali realizzati per il tramite del CIRA e gestiti e mantenuti dal CIRA stesso con un contributo statale annuo pari a circa 24 milioni di euro. In pratica, è come se il CIRA avesse un contratto di servizio dallo Stato per mantenere un patrimonio dello Stato stesso. Se lo Stato dovesse decidere di definanziare il PRORA, deve anche assumere e comunicare decisioni strategiche in ordine alla destinazione del proprio ed esclusivo patrimonio di beni materiali e immateriali sin qui realizzato».
Il presidente ha poi ricordato che quest’anno il CIRA ha generato un utile di circa sette milioni di euro, che vengono reinvestiti nello stesso programma PRORA, «un comportamento assolutamente virtuoso e trasparente, certificato da revisori contabili nominati da MIUR e MEF e da un magistrato della Corte dei Conti, oltre che da una Commissione interministeriale cui partecipano membri designati dai Ministeri della Ricerca, dello Sviluppo Economico, della Difesa e dell’Economia e Finanza».
Una lettera per spiegare la natura del rapporto tra Stato, PRORA e CIRA sarà presto inviata a tutti i ministri interessati.
Presso il CIRA si trovano impianti di assoluto rilievo a livello mondiale per caratteristiche e prestazioni, come il LISA, utilizzato per prove di crash su aeromobili, l’IWT, per lo studio della formazione di ghiaccio sulle superfici dei velivoli e il PWT, il più performante Plasma Wind Tunnel del mondo.
Di assoluto rilievo anche i laboratori, tra i quali l’USV, Unmanned Space Vehicle, precursore di futuri sistemi di rientro spaziale e di aerei ipersonici, che poche settimane fa ha effettuato con successo un volo autonomo in regime transonico scendendo da 24 chilometri di quota.
È stato lanciato con successo ieri notte ora italiana il primo satellite statunitense GPS di nuova generazione (GPS 2F), primo di una flotta di 12. GPS 2F-1 è partito dalla Florida a bordo di un Delta IV, con una settimana di ritardo rispetto al previsto per problemi meteo e tecnici.
I satelliti della nuova generazione GPS garantiranno precisione doppia rispetto ai predecessori, una maggior resistenza a disturbi elettronici (per il segnale dedicato ai militari) e una vita utile superiore (fino a 12 anni). Anche il segnale civile sarà più accurato a beneficio della navigazione aerea e delle operazioni "Search & Rescue".
Prima dell’estate dovrebbe uscire una "Call for ideas" europea e in parallelo lavoriamo ad un "Announcement of Opportunity" da parte dei cinque partner della stazione spaziale internazionale (ISS): lo ha detto a Dedalonews Simona Di Pippo, a capo del direttorato per i voli umani dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
Parlando in margine al workshop sull’esplorazione spaziale organizzato dall’ESA, la Di Pippo ha sottolineato la sua convinzione della opportunità di utilizzare la stazione spaziale come «piattaforma stabile di sperimentazione delle tecnologie spaziali e di osservazione della Terra, in quanto permette di sostituire e provare nuovi strumenti senza la necessità di lanciare satelliti dedicati. Senza sostituirsi a questi ultimi, la ISS può quindi diventare un laboratorio a disposizione degli scienziati. Può inoltre costituire un valido punto di partenza per l’esplorazione interplanetaria».
L’esplorazione spaziale deve continuare con il contributo di tutti e, anzi, deve accelerare, superando il problema più grande, rappresentato dal supporto politico: è estrema in sintesi il pensiero che è emerso Continua…
Il razzo Ariane 5 ha messo in orbita i satelliti per telecomunicazioni Astra 3B e ComsatBw-2. Lo annuncia il CNES, l’agenzia spaziale francese, dalla cui base di Kourou è partito il razzo. Si tratta del 50° lancio Ariane 5 e del 36° successo consecutivo dal 2003. Il ComsatBw-2 è stato costruito da Thales Alenia Space per il ministero della difesa tedesco.
Dopo aver verificato la tenuta del sistema di aggancio e l’assenza di perdite di pressione, gli astronauti dello shuttle Atlantis hanno aperto due ore fa il boccaporto che dal modulo Zarya immette sul nuovo modulo della stazione spaziale, il russo Rassvet (MRM-1). Nel corso della missione sono state effettuate due passeggiate spaziali, durante le quali è stata installata un’antenna di riserva per le comunicazioni con la Terra e nuove batterie collegate ai pannelli solari.
Sarà l’ex capo di gabinetto della NASA George T. Whitesides il primo a.d. dell’operatore turistico spaziale Virgin Galactic. Lo ha annunciato la società, sottolineando che il suo compito sarà quello di gestire la transizione da programma di sviluppo a attività commerciale. Laureato a Cambridge e Princeton, Whitesides ha maturato esperienza spaziale presso le società private Orbital Sciences Corporation, Blastoff Corporation e Zero Gravity Corporation. È stato presidente del gruppo di lavoro sui lanciatori riutilizzavili del comitato consultivo sul trasporto spaziale commerciale della Federal Aviation Authority ed è stato membro della squadra di transizione presidenziale della NASA. Ha il brevetto di pilota e quello di istruttore per volo parabolico.
Si è aperta il primo maggio e si chiuderà il 31 luglio la European Satellite Navigation Competition (ESNC), competizione organizzata annualmente dal Anwendungszentrum GmbH Oberpfaffenhofen con il supporto del Technology Transfer Programme Office (TTPO) dell’Agenzia spaziale europea (ESA). I competitori sono invitati a sottoporre le loro idee online (vedi qui) per accedere alla possibilità di vincere uno dei premi che, nell’insieme, ammonteranno quest’anno a circa un milione di euro. In particolare, il vincitore del the Galileo Master Grand Prize si aggiudicherà 20.000 euro e l’ESA premierà con un "premio speciale" da 10.000 euro la miglio idea presentata, contribuendo poi allo start up presso uno dei suoi quattro centri di incubazione.
Giunta alla settima edizione, la the European Satellite Navigation Competition punta stimolare la generazione di idee per applicazioni e servizi innovativi nel campo della navigazione satellitare. Nei sei anni precedenti sono state presentate oltre mille idee, molte delle quali si sono trasformate in business in Europa.
È partito ieri per la sua 32ma ed ultima missione lo shuttle Atlantis, con a bordo sette astronauti, un nuovo modulo russo da 200 milioni di dollari denominato MRM-1 (Mini Research Module 1) o Rassvet ("alba" in russo) e parti di ricambio (tra le quali batterie e laptop). La missione prevede tre passeggiate spaziali per installare il nuovo laboratorio.
Il modulo Rassvet sarà connesso al modulo Zarya e fungerà da modulo magazzino e porta di attracco per le capsule Soyuz e per i cargo Progress.
Questa dell’Atlantis è la 132ma missione di un traghetto spaziale americano. La prima partì nell’aprile del 1981.
Il primo lancio Soyuz dal poligono spaziale di Kourou, nella Guyana francese, avverrà nel quarto trimestre 2010. Lo ha confermato il comitato consultivo tra l’agenzia spaziale russa Roscosmos, l’ESA, il CNES francese e Arianespace, riunitosi martedì per verificare l’avanzamento dei lavori per la postazione di lancio e approvare la tempistica della attività di montaggio e verifica. Il primo Soyuz destinato al lancio è già montato.
La NASA ha effettuato giovedì scorso il primo test di un sistema di salvataggio per gli astronauti che dovessero trovarsi in una emergenza sulla piattaforma di lancio o nelle prime fasi del volo, accortezza drammaticamente trascurata Continua…
Thales Alenia Space Italia e Telespazio hanno annunciato oggi la firma del contratto con il Ministero della Difesa italiano e con l’Agenzia della Difesa francese (DGA) per la realizzazione del satellite di telecomunicazioni militari SICRAL 2 e del relativo segmento di terra. Il valore complessivo del contratto è di circa 295 milioni di Euro, di cui 193 milioni assegnati a Thales Alenia Space e 102 milioni a Telespazio. Il contratto entrerà in vigore agli ini
zi del mese di giugno, a seguito della firma di un Accordo Quadro di Finanziamento con la banca selezionata.
SICRAL 2 è un programma frutto della cooperazione tra Italia e Francia e comprende un satellite geostazionario operante nelle bande UHF ed SHF, in grado di potenziare le capacità di comunicazioni satellitari militari già offerte dai satelliti SICRAL 1 e SICRAL 1B e dal sistema francese Syracuse.
Il programma SICRAL 2, in particolare, supporterà le comunicazioni satellitari delle Forze Armate dei due Paesi, anticipandone tutte le esigenze di crescita e di sviluppo previste per i prossimi anni. Il nuovo satellite assicurerà, come i suoi predecessori, comunicazioni strategiche e tattiche sul territorio nazionale e nelle operazioni fuori area, con tutte le piattaforme militari, terrestri, navali e aree, come una unica rete integrata.
Inoltre, il satellite avrà funzione di back-up addizionale dell’attuale capacità in banda SHF del sistema francese Syracuse 3 e di quella di SICRAL 1B destinata alle comunicazioni della NATO. Il sistema sarà quindi progettato e sviluppato per garantire una perfetta integrazione con le attuali infrastrutture nazionali e quelle dei Paesi alleati.
Per la realizzazione del programma SICRAL 2, le due società che compongono la Space Alliance tra Finmeccanica e Thales, Thales Alenia Space e Telespazio, hanno dato vita a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI), guidato da Thales Alenia Space Italia.
In particolare, Thales Alenia Space Italia avrà la responsabilità dell’intero sistema di telecomunicazione, del segmento spaziale - inclusa la progettazione e l’integrazione del satellite -, la progettazione, produzione e integrazione del payload per la missione Italiana operante in UHF e SHF, nonché la definizione dell’architettura del segmento di terra. Thales Alenia Space Francia progetterà e svilupperà la piattaforma ed i relativi sottosistemi, il payload SHF per la missione francese e il Mission Control Center realizzato in Francia.
Basato su di una piattaforma Spacebus 4000 di Thales Alenia Space, SICRAL2 sarà posizionato in un’orbita geostazionaria a 37 gradi longitudine Est per una previsione di vita di circa 15 anni. Il satellite sarà lanciato nel 2013.
La generazione dei satelliti per telecomunicazioni militari SICRAL - 1 e1B - sono stati realizzati interamente da Thales Alenia Space Italia e Telespazio, curandone la progettazione, realizzazione, i servizi di lancio e messa in orbita. Thales Alenia Space Francia ha realizzato e messo in orbita il satellite militare Syracuse III.
«SICRAL 2 - ha detto Luigi Pasquali, Presidente e Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia - è un satellite ad altissimo contenuto tecnologico e allo stato dell’arte, tra i più avanzati a livello europeo, frutto di un grande lavoro di eccellenza industriale messa a segno in questi anni da Thales Alenia Space. La missione italo-francese di SICRAL 2 ben si addice alla configurazione industriale della Space Alliance, composta da Thales Alenia Space e Telespazio, che ha magistralmente unificato le complementari capacità ed esperienze dei due partners francesi e italiani".
«In continuità con SICRAL 1B Telespazio consolida il ruolo di operatore satellitare nel campo della Difesa potendo usufruire anche con SICRAL 2 di una parte della capacità satellitare ottenuta partecipando al finanziamento del programma», ha detto Giuseppe Veredice, Amministratore Delegato di Telespazio.
«Per il Vega siamo nella fase conclusiva e a fine maggio cominceranno nella base di lancio di Kourou i test su rampa con un simulacro del vettore per verificare le interfacce elettriche e meccaniche». Lo ha detto a Dedalonews l’Amministratore Delegato di ELV, Francesco De Pasquale.
A marzo l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) aveva avviato la "Qualification Review" di tutto il Vega ed ELV conta di essere pronta per la fine dell’anno per il lancio inagurale del piccolo vettore europeo realizzato con il contributo preponderante dell’Italia.
European Launch Vehicle (ELV) è la società di gestione del vettore Vega, costituita per il 70% da Avio e per il 30% dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
Per il suo contributo fondamentale alla scoperta di una nuova classe di sorgenti X, i Supergiant fast X-Ray Transients", l’Accademia Russa delle Scienze e il Comitato internazionale per la ricerca spaziale (COSPAR) hanno deciso di assegnare all’italiano Vito Sguera (ricercatore dell’INAF), la Ze
ldovich Medal, un premio internazionale istituito in memoria del fisico sovietico Yakov Borisovich Zeldovich, scomparso nel 1987, e conferito ogni due anni a ricercatori under-35 che si siano distinti nel loro campo di ricerca. Sguera è il primo italiano ad aggiudicarsi il premio. La cerimonia di premiazione si terrà a Brema (Germania) il prossimo 19 luglio, durante l’assemblea internazionale del COSPAR.
I "Supergiant fast X-Ray Transients" (SFXT), come sono stati battezzati, sono picchi in raggi X così repentini che le loro sorgenti sono sfuggite agli astronomi per anni. Sguera, ricercatore all’INAF-IASF Bologna, spulciando uno a uno i fotogrammi ripresi dallo strumento IBIS a bordo del satellite dell’ESA Integral, alla fine è riuscito ad identficarle in sistemi binari della nostra galassia che, a differenza dei loro parenti più comuni, non emettono raggi X in modo persistente, ma solo ogni tanto, e per tempi brevissimi.
Sguera, 35 anni, originario di Barletta, si trovava in Inghilterra per il PhD, a Southampton, quando ha avuto l’intuizione che gli ha permesso d’identificare gli SFXT. «Nel campo delle alte energie, di solito i dati si integrano», spiega Sguera, «perché più il tempo di osservazione è lungo e più segnale si riesce ad accumulare. Io ho seguito il percorso opposto: invece di sommare le osservazioni, le ho spezzettate in intervalli via via sempre più piccoli. È così che sono riuscito a isolare il comportamento anomalo di queste sorgenti. Un po’ come avviene in fotografia: i tempi d’esposizione lunghi sono perfetti per ritrarre un gufo nella notte, immobile sul ramo d’un albero. Ma se vuoi immortalare l’istante in cui aggredisce la preda, devi passare a tempi molto più brevi».
Foto: immagine artistica di un SFXT, crd. ESA
La società italiana di conoscenza ingegneristica Kentec srl di Cascina (PI) si è aggiudicata il premio ESA per il riutilizzo delle tecnologie spaziali per il sistema di visione automatizzata per l’industria del vetro basato sul laboratorio Columbus della Stazione Spaziale Internazionale e sul telescopio spaziale Hubble. Lo annuncia l’ESA, che ha consegnato il riconoscimento giorni fa durante la fiera di Hannover. Il sistema di visione automatizzata della Kentec - spiega l’ESA - è stato pensato specificamente per la produzione di vetro da parte delle Vetrerie Riunite S.p.A. di Colognola ai Colli (VR), leader nella produzione di lenti per fari d’auto, oblò per lavatrici, vetri tecnici e per illuminazione. Il procedimento di ispezione visiva messo a punto da Kentex riduce i fermi di produzione e, quindi, lo spreco di energia. Poiché il 30% del costo di produzione del vetro è legato a questa voce - spiega ESA - il procedimento si traduce in un’immediata riduzione di spesa per unità prodotta.
Robot umanoidi si affacciano in questi giorni per la prima volta prepotentemente alla ribalta del mondo spaziale con due notizie che li vedono protagonisti sia delle attività dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che della NASA statunitense. Sul fonte europeo, giovedì scorso Thales Alenia Space Continua…
L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha aperto un "Announcement of Opportunity" per studi scientifici nell’area delle ricerche avanzate per il GNSS Evolution Programme. Con questa richiesta l’Agenzia intende promuovere l’utilizzo dei sistemi Egnos e Galileo e raccogliere commenti e suggerimenti dagli scienziati in vista dello sviluppo dei satelliti di navigazione di prossima generazione.
Le proposte dovranno essere attinenti a ricerche basate su segnali GNSS, incluse ad esempio scienze della Terra, geodesia, remote sensing, fisica fondamentale, GNSS e relatività.
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È stata completata Ice Station Troll la stazione satellitare antartica per il programma Galileo. Lo annuncia British Telecom (BT), che sta realizzando la rete globale su contratto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). La pianificazione di dettaglio per l’Ice Station Troll è iniziata nel 2008 e la spedizione è stata avviata nel novembre sfruttando una rara finestra di bel tempo. La costruzione è stata completata nel febbraio 2010, ma l’annuncio è stato diffuso solo ora.
Diventa l’ultima missione shuttle quella dell’Endeavour, che dal 29 luglio è stata posposta almeno a fine novembre, per consentire all’Agenzia Spaziale Europea (ESA) di sostituire il magnete del rilevatore di particelle AMS. In modo del tutto imprevisto, l’astronauta italiano del corpo astronauti dell’ESA, col. Roberto Vittori, diventa così parte della storia, Continua…
È stato lanciato con successo venerdì scorso ora italiana il dimostratore di shuttle unmanned di nuova generazione X-37B, realizzato da Boeing Phantom Works per conto dell’Air Force Rapid Capabilities Office con un contributo della NASA. Il lancio è avvenuto con un vettore Atlas V dalla base di Cape Kennedy, in Florida. Continua…
Sviluppo di un vettore completamente nuovo e di tecnologie che rappresentino un salto di qualità nei sistemi e propulsori spaziali, prima missione umana nello spazio profondo ed esplorazione di un asteroide nella metà del prossimo decennio con, a seguire, prima missione umana in orbita marziana Continua…
Per la prima volta, grazie allo strumento italiano VIRTIS realizzato da Selex Galileo, scienziati hanno rilevato chiari segni di colate di lava geologicamente recenti sulla superficie di Venere, generate da vulcani attivi fino ad alcune centinaia di migliaia di anni fa. Continua…
Nel 2009 la Francia ha immatricolato sul registro spaziale sei satelliti e 12 elementi di lanciatori ed ha lanciato dal proprio centro spaziale nella Guyana dieci satelliti di operatori non francesi. Lo annuncia il CNES, l’agenzia spaziale francese. L’obbligo di immatricolazione è stato introdotto con convenzione delle Nazioni Unite nel 1976, ma la Francia aveva attivato un registro nazionale sin dal 1976. Ad oggi - spiega il CNES - gli oggetti presenti sul registro francese sono 81 satelliti (dei quali 44 ancora in servizio) e 169 elementi di vettori.
Si è conclusa con pieno successo la missione dell’USV (Unmanned Space Vehicle), laboratorio volante e precursore di futuri shuttle realizzato dal CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), con sede a Capua. Il veicolo, battezzato "Polluce", è stato portato in quota da un pallone stratosferico Continua…
È stato lanciato con successo dalla base militare di Tortolì il pallone stratosferico destinato a portare a 24 ch
ilometri di quota in circa 90 minuti il veicolo USV "Polluce", laboratorio volante realizzato dal CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) per investigare le poco conosciute regioni del volo transonico, dove fenomeni aerodinamici tipici del volo oltre Mach 1 (c. 1.200 km/h) si "mischiano" con quelli tipici del volo subsonico, tipico ad esempio dei velivoli di linea civili. Per ulteriori aggiornamenti consultare il sito CIRA.
E’ in corso e sta proseguendo regolarmente il conto alla rovescia per il lancio dell’USV "Polluce". Se le condizioni meteorologiche rimarranno favorevoli, la missione avrà inizio domenica 11 aprile, alle ore 7:00, con sgancio del velivolo dal pallone stratosferico, ad una quota di 24 km, intorno alle ore 10.00. L’USV (Unmannned Space Vehicle) è un laboratorio volante senza pilota realizzato dal CIRA - Centro Italiano Ricerche Aerospaziali - per la sperimentazione in volo delle tecnologie utili allo sviluppo dei futuri sistemi di rientro spaziale.
Per aggiornamenti vedi sito CIRA.
È stato lanciato oggi con un vettore Dnepr partito dal cosmodromo kazako di Baikonur il satellite ambientale europeo CryoSat-2, destinato a studiare per almeno tre anni da un orbita quasi polare (88°) i ghiacci terrestri, Continua…
Potrebbero essere i raggi cosmici a causare i problemi all’acceleratore che hanno portato al richiamo di milioni di Toyota? Per quanto sembri inverosimile è una delle ipotesi prese in considerazione degli esperti statunitensi che hanno per questo motivo affidato all’Agenzia Aerospaziale statunitense (NASA) il compito di investigare su possibili interazioni tra le elusive particelle e i delicati chip e relativi software che sovrintendono molte delle funzioni "drive by wire" delle supertecnologiche vetture nipponiche.
«Normalmente ci occupiamo di aerospazio - ha detto a "Space.com" il portavoce del centro ricerche Langley della NASA, Keith Henry - ma nel settore dei sistemi elettrici ed elettronici abbiamo esperienza, visto che ricerche del genere le abbiamo fatte sia nel settore aeronautico che spaziale, dai sistemi degli shuttle a quelli della stazione spaziale internazionale».
Un’altra inchiesta, disposta da Dipartimento dei trasporti statunitense, riguarderà tutte le case automobilistiche che utilizzano controlli elettronici. La Toyota è però considerata all’avanguardia, e il suo sistema di controllo adattivo della velocità, che le permette di mantenere una velocità predeterminata rallentando automaticamente in presenza di veicoli più lenti e tornando ad accelerare una volta superati, è sicuramente più avanzato - e forse più delicato - di altri.
Lo shuttle Discovery ha attraccato questa mattina alla stazione spaziale internazionale (ISS) per la prima volta in modalità "radar failure", cioè con una manovra effettuata a mano dal comandante Alan Pointdexter, senza l’ausilio del radar posizionato nella zona di poppa del vano cargo.
A bordo dello shuttle il modulo cargo (MPLM, Multi-Purpose Logistics Module) italiano "Leonardo", uno dei tre realizzati a Torino da Thales Alenia Space Italia. Leonardo, alla sua settima missione, tornerà a terra con un carico record al rientro, di oltre cinque tonnellate. Leonardo sarà poi riconfigurato per evolvere in PMM (Pressurized Multi-purpose Module) e diventare, grazie ad un accordo ASI-NASA del 26 febbraio scorso, parte integrante della stazione spaziale internazionale con l’ultima missione shuttle, in programma a fine 2010.
Il modulo Leonardo durante il quarto giorno di missione sarà rimosso dalla cargo-bay dello shuttle, mediante il braccio robotico comandato a distanza dall’equipaggio, che per la prima volta potrà vedere le operazioni attraverso il nuovo modulo Cupola, prodotto sempre da Thales Alenia Space a Torino e lanciato lo scorso febbraio con il Nodo 3, anche questo realizzato nei laboratori torinesi dell’azienda. Leonardo sarà quindi connesso alla Stazione, consentendo agli astronauti di trasferire il suo carico di circa 8 tonnellate tra importanti esperimenti scientifici, rifornimenti e materiali necessari per la vita dell’equipaggio, in particolare i nuovi "sleeping quarter" personali per gli astronauti che consentiranno loro di riposare in condizioni migliori, rimanendo isolati dal resto dell’equipaggio. A fine missione Leonardo sarà nuovamente installato a bordo dello shuttle per far ritorno a Terra.
Tutte le missioni MPLM sono supportate durante la fase di preparazione e di operazione in orbita dai tecnici di ALTEC, la società, controllata da TAS-I e partecipata dall’Agenzia Spaziale Italiana, che opera nella Sala Supporto Missione in Torino. Il Supporto alle Operazioni da ALTEC avverrà su 3 turni che garantiranno la copertura 24 ore su 24 per tutta la durata della missione STS-131.
Quella dello shuttle Discovery, partito il 29 marzo scorso da Cape Kennedy, è la 131ma missione shuttle, la 33esima diretta verso la ISS e la quartultima del programma. Sono previste tre passeggiate extraveicolari (EVA), durante le quali saranno svolte operazioni di manutenzione all’esterno della stazione.
È partita ieri da Cape Canaveral la navetta spaziale Discovery. La missione STS-131 è la 33a verso la stazione spaziale internazionale e la quart’ultima prima della messa a terra definitiva dello Shuttle dopo trent’anni di carriera. A bordo un equipaggio di sette persone, comandato da Alan Poindexter e comprendente tre donne in qualità di specialisti di missione. Poiché sulla stazione si trova già un’astronauta, in questo momento nello spazio vi sono quattro donne, nuovo primato nella storia dell’esplorazione spaziale. Sulla Discovery viaggia anche il modulo italiano Leonardo, destinato ad essere ancorato alla stazione per aumentare il volume disponibile a bordo.