di Silvio Lora-Lamia
Organi di stampa degli Emirati Arabi Uniti hanno diffuso in questi giorni la notizia secondo la quale Israele starebbe rischierando aeroplani da combattimento e personale su basi aeree dell’Azerbaijan e della Georgia in previsione di un attacco ai siti nucleari dell’Iran, blitz aereo che stando così le cose potrebbe essere imminente. Negli ultimi mesi aliquote di cacciabombardieri F-15 e F-16 della Heyl Ha’ Avir avrebbero già preso parte ad esercitazioni partendo da basi georgiane e utilizzando lo spazio aereo turco, che ora però il governo di Ankara ha interdetto al traffico militare di Gerusalemme in risposta all’attacco israeliano alla flottiglia umanitaria inviata dalla Turchia in soccorso di Gaza.
In Azerbaijan stazionerebbero da tempo pure truppe speciali americane e vario materiale militare USA a supporto anche - sostiene la fonte degli Emirati - del contingente aereo israeliano, materiale fatto affluire nei porti georgiani attraverso il Mar Nero con il beneplacito di Mosca. Per Israele la disponibilità di basi aeree nel Caucaso ("sponsorizzata" da Washington, che non sarebbe estranea neppure all’accordo in base al quale i velivoli con la stella di Davide potrebbero impegnare anche lo spazio aereo saudita) sarebbe indispensabile ai fini di un attacco aereo sull’Iran, anche in funzione di rincalzo al limitato dispositivo navale dispiegato al largo delle coste di Teheran dalla marina israeliana, forte di tre sottomarini amati con missili da crociera con testata nucleare.
di Silvio Lora-Lamia
Delineata in aprile la sua nuova politica spaziale - "conquista" di Marte nel 2030, nuovi veicoli sia con equipaggi a bordo che unmanned, un nuovo razzo vettore e in generale budget "rinforzati" per la NASA - nei giorni scorsi il presidente americano Barack Obama ha proposto di instaurare nuove forme di collaborazione internazionale per l’uso civile ma soprattutto militare dello spazio. Continua…