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Lockheed Martin
        13/3/2010 - 7:22 pm |  di: G. Di BernardoSpazio, News  

Scheda: satelliti Sentinel GMES

GMES (Global Monitoring for Environment and Security) è un programma costituito da infrastrutture di terra e spaziali. Le infrastrutture spaziali sono in realtà una famiglia di satelliti e payolad di cinque tipi diversi:
Sentinel 1, che dovranno sostituire gli attuali ERS ed Envisat; si tratta di satelliti radar in orbita polare. Lancio del primo satellite in programma a fine 2011.
Sentinel 2, satelliti ottici progettati per l’osservazione iperspettrale ad alta risoluzione; anche questi opereranno da orbita polare. Monitoreranno terreno, vegetazione e acqua e forniranno informazioni ai servizi di emergenza. Lancio del primo satellite in programma a fine 2012
Sentinel 3, satelliti oceanografici multistrumentati. Lancio del primo satellite nel 2013.
Sentinel 4 è un payload che sarà imbarcato sui futuri satelliti METEOSAT di terza generazione (MTG) destinati a monitorare le componenti atmosferiche da orbita geostazionaria. Primo lancio previsto nel 2017.
Sentinel 5, payload che sarà imbarcato su un satellite post-EUMETSAT a bassa orbita polare per il monitoraggio della composizione chimica dell’atmosfera. Lancio previsto nel 2019.
I satelliti finora pianificati da ESA sono in tutto sei, due per ogni tipo 1, 2 e 3. Come detto, Sentinel 1A e 1B garantiranno la continuità della disponibilità operativa dei dati radar in banda C, a oggi forniti dalle missioni ESA Envisat ed ERS, incrementando le prestazioni in termini di tempi di rivisitazione, gestione operativa dei dati e disponibilità di prodotti per gli utenti finali.
L’Italia ha un ruolo primario nel programma GMES grazie anche all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che, nel corso dell’ultima ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha sottoscritto un impegno di circa 300 meuro del nostro paese nel campo dell’osservazione della Terra, pari a circa il 20% del programma GMES, forte anche dell’eccellente risultato del programma COSMO-SkyMed.
Thales Alenia Space, in qualità di primo contraente, è responsabile della progettazione, sviluppo, integrazione e test dei satelliti Sentinel 1 e Sentinel 3. Sentinel 1A e 3A sono attualmente in costruzione, il primo nei siti di Roma e L’Aquila ed il secondo in quello di Cannes; il loro lancio è pianificato entro il 2012.
Entrando più in dettaglio, i satelliti Sentinel 1A e 1B acquisiranno immagini della Terra in "strisce" dai 20 ai 250 chilometri di ampiezza, con una risoluzione fra i 5 e i 25 metri. Saranno equipaggiati con un radar ad apertura sintetica in banda C (SAR), per fornire agli utenti immagini continue, giorno e notte, in tutte le condizioni meteorologiche. I principali obiettivi della missione Sentinel 1 sono: mappatura delle aree urbane e degli impatti ambientali, monitoraggio dei rischi da movimenti della superficie terrestre, sorveglianza dell’ambiente marino, sicurezza marittima, monitoraggio dei ghiacci marini, monitoraggio delle foreste e dei cambiamenti climatici. Le tecnologie fondamentali per l’antenna del radar ad apertura sintetica in banda C, oltre ai sottosistemi avanzati di gestione e trasmissione dati, sono attualmente in fase di sviluppo da parte di Thales Alenia Space.
I satelliti Sentinel 3A e 3B saranno dedicati all’oceanografia e al monitoraggio della vegetazione terrestre e trasporteranno due payolad ottici (uno per il monitoraggio del colore degli oceani e uno per la misurazione della temperatura della superficie marina), oltre ad un altimetro oceanografico ad alta precisione. Rileveranno, con accuratezza e affidabilità uniche, parametri quali: topografia della superficie marina, temperatura della superficie marina e terrestre, colore degli oceani e delle terre emerse. La famiglia di Sentinel 3 fornirà dati cruciali in settori quali i cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile, le politiche ambientali, la protezione civile europea, l’aiuto allo sviluppo e l’aiuto umanitario

        13/3/2010 - 5:13 pm |  di: G. Di BernardoSpazio, Interviste, News  

ASI: presto bando per missione lunare Google Prize

L’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) sta studiando la possibilità di emettere, nelle prossime settimane, un bando per finanziare l’inizio delle attività per la partecipazione di team italiani alla gara Google Lunar X Prize, finalizzata ad una piccola missione lunare.
«Vogliamo aiutare i team italiani nei limiti consentiti da questa competizione, che vede un tetto massimo del 10% dei contributi pubblici alla realizzazione della missione», ha detto a Dedalonews il presidente dell’ASI Enrico Saggese, a margine della cerimonia per l’avvio della produzione dei satelliti Sentinel svoltasi ieri a Roma nella sede dell’Agenzia Spaziale Italiana. «Al momento - ha detto Saggese - c’è un solo gruppo, il "Team Italia" (guidato dalla professoressa Amalia Finzi, del Politecnico di Milano, NdR), ma siamo aperti a chiunque voglia partecipare. Certo vogliamo che siano cose serie, di assoluto livello. In altre parole, non vogliamo limitare i soldi a priori, ma vogliamo che ci siano idee e sostanza».
Il Google Lunar X PRIZE è una competizione robotica con una borsa di 30 milioni di dollari in premi, promossa dalla X PRIZE Foundation e Google Inc. lanciata nel 2007. Per aspirare al premio i competitori dovranno far atterrare sulla Luna una rover finanziata per il 90% da privati, in grado di esplorare la superficie lunare per almeno 500 metri e inviare video, immagini e dati sulla Terra. I 30 milioni di dollari complessivi della borsa sono suddivisi in un primo premio di 20 milioni, in un secondo premio di 5 milioni e in 5 milioni di premi in bonus.
Per l’Italia è attualmente iscritto alla competizione il Team Italia che, coordinato dalla Professoressa Amalia Finzi (docente di meccanica del volo spaziale e Progetto di sistemi aerospaziali), vede la partecipazione, al momento, di Politecnico di Tornio, Politecnico di Milano, Scuola di Ingegneria Aerospaziale di Roma, Università di Napoli e industrie quali Thales Alenia Space Italia e Carlo Gavazzi Space.

 

        13/3/2010 - 3:03 pm |  di: G. Di BernardoSpazio, News  

Conferenza a Roma del direttore JPL-NASA

"Recent developments in space and earth science and exploration" è il tema di una conferenza che Charles Elachi, direttore del Centro NASA-JPL, terrà il 15 marzo a Roma (ore 15:15) presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza, nell’ambito delle attività didattiche del Master in "Sistemi di Trasporto Spaziale".
In quanto direttore del Jet Propulsion Laboratory della NASA (Pasadena,California), sede dei principali programmi di esplorazione interplanetaria della dell’Agenzia statunitense, Elachi è responsabile di alcune delle più affascinanti missioni spaziali realizzate nel corso degli ultimi anni (come al Cassini-Huygens per Saturno), effettuate anche con una rilevante collaborazione di ricercatori della Sapienza e di industrie italiane.

        13/3/2010 - 6:45 am |  di: G. AlegiSpazio  

Thales Alenia Spazio inizia lo sviluppo dei satelliti Sentinel

È iniziata la fase di sviluppo dei satelliti Sentinel 1B (a destra) e 3B per l’osservazione della Terra nell’ambito del programma Global Monitoring for Environment and Security (GMES) . Lo annuncia Thales Alenia Space, capo commessa in base al contratto da 270 milioni di euro firmato con l’ESA. I due satelliti sono in costruzione nei siti di Roma e L’Aquila (1B) Continua…

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