Alenia Aeronautica e CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) hanno organizzato un workshop nazionale sull’aeroacustica nell’ambito delle attività svolte in X3-Noise che cofinanzierà l’evento.
X3- Noise è un progetto finanziato dalla Commissione Europea per la realizzazione di un network sull’aeroacustica. L’obiettivo del network, che vede la partecipazione di 32 partners da 20 stati membri della Unione Europea ma anche dell’Ucraina, Egitto e Brasile, è quello di coordinare le attività di ricerca dedicate alla riduzione del "community noise" prodotto dal traffico aereo. Tra le attività del network, vi sono: l’organizzazione di seminari per la diffusione dei risultati dei progetti di ricerca europei e nazionali, favorire il coordinamento dei progetti di ricerca individuando le necessità tecnologiche e le tematiche di R&ST da sviluppare.
L’agenda del workshop si sviluppa su due giornate di lavori con presentazioni di esponenti del mondo dell’industria, del mondo accademico e del CIRA, e abbraccia un ampio spettro di problematiche relative sia a lanciatori spaziali sia all’aeronautica includendo lavori di tipo teorico numerico e sperimentale.
Le tematiche che saranno trattate riguardano:
- jet rocket noise
- cabin noise and comfort
- airframe noise
- turbo-machinery noise
propeller rotorcraft noise
Nel corso del workshop si terrà anche una sessione "On the interest for a national aeroacustic facility" con una presentazione introduttiva di Alenia-Aermacchi/CIRA e una tavola rotonda. L’obiettivo è identificare l’interesse nazionale per un piccolo impianto anecoico e quindi i requisiti di massima e i potenziali utenti nazionali.
È stato firmato un accordo tra Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Spagna per la ricollocazione a Valencia del laboratorio High Power Radio Frequency, attualmente ospitato nello stabilimento olandese ESTEC. Nel ha dato ieri notizia la stessa Agenzia, precisando che il laboratorio sarà ospitato nel Valencia Space Consortium (VSC) un’organizzazione no-profit costituita da due università cittadine, il governo regionale e la municipalità locale. ESA e VSC contribuiranno al mantenimento con identico stanziamento di risorse.
Le radiofrequenze sono vitali in ambito spaziale per le comunicazioni e il trasferimento dei dati da veicoli robotizzati in attività nel sistema solare e da astronavi e stazione spaziale. Sono anche indispensabili per i servizi globali di telecomunicazioni e navigazione e sono utilizzate per attività scientifiche (rilevamento radar e radio sounding) per l’osservazione della Terra.
La NASA ha assegnato contratti da 50 milioni di dollari a cinque società private per lo sviluppo di innovativi sistemi di propulsione spaziale, quali la propulsione elettrica e propellenti chimici non tossici. Obiettivo dell’Agenzia è individuare tecnologie che permettano di esplorare lo spazio «il più in là possibile», con propulsori più performanti, costi ridotti, maggiore affidabilità e sicurezza di funzionamento.
Le società che si sono viste assegnare il contratto sono la Aerojet, la ATK Mission Systems, la Northrop Grumman Aerospace Corporation, la Orbital Technologies Corporation e la Pratt & Whitney Rocketdyne.
L’iniziativa della NASA si pone nel sentiero tracciato dall’amministrazione Obama, che vuole che la NASA si impegni in modo più consistente negli avanzamenti tecnologici. Sempre in questa ottica l’Agenzia aerospaziale statunitense ha assegnato cinque contratti, per un valore complessivo di 125 milioni di dollari, a società che si occupano di aviazione, per incentivare la ricerca - tra l’altro - su propulsori aeronautici a basso impatto acustico, carburanti alternativi, motori ibridi.
Il gruppo Finmeccanica ha annunciato essersi aggiudicato commesse per un valore complessivo di circa 215 milioni di euro attraverso le sue aziende DRS, AgustaWestland, Ansaldo STS, Selex Sistemi Integrati, Selex Galileo e Elsag Datamat. Continua…
di Antonio Bordoni
Il 25 marzo le delegazioni di USA e UE hanno firmato a Bruxelles un "draft agreement" che è in pratica un secondo passo avanti sull’accordo degli Open Skies. Uno dei punti chiave da risolvere è quello della proprietà delle compagnie aeree. E proprio su questo - al di là delle frasi di circostanza che in queste occasioni abbondano sempre - le posizioni rimangono distanti. Continua…
di Giorgio Di Bernardo*
Aumentare drasticamente la sicurezza e la sopravvivenza negli incidenti che vedono coinvolti gli elicotteri, con un salto di qualità simile a quello che nell’automobilismo ha prodotto l’introduzione degli airbag: è possibile ed è l’obiettivo di vari esperimenti con prove di impatto Continua…
Da quest’estate sarà Carolyn McCall la nuova a.d. di Easyjet. Sostituirà Andrew Harrison, che dirige la low cost britannica dal 1° dicembre 2005. Lo annuncia Easyjet, che ha reclutato McCall dal Guardian Media Group di cui è a.d. dal 2006.
La NASA ha approvato l’integrazione, sulla missione Shuttle STS-134, del programma di esperimenti definito congiuntamente dall’ASI e Aeronautica Militare, che rappresenterà il contributo scientifico e tecnologico italiano al volo. Ne dà notizia l’ASI in un comunicato. La missione STS-134 porterà di nuovo sulla stazione spaziale internazionale (ISS) alla fine di luglio il colonnello Roberto Vittori, astronauta del Corpo astronauti dell’ESA (European Space Agency).
Il programma sperimentale che centri di ricerca scientifica e tecnologica italiani potranno svolgere a bordo della missione STS-134 è stato selezionato attraverso il Bando di ricerca sul volo umano spaziale, emesso dall’ASI nel giugno dello scorso anno. Il programma approvato dalla NASA comprende sei esperimenti e si avvale dell’accesso diretto alle risorse della ISS di cui il nostro Paese gode, grazie alla cooperazione bilaterale tra NASA e ASI, nell’ambito dell’accordo per la fornitura dei moduli italiani Leonardo, Raffaello e Donatello. La missione è inoltre caratterizzata dalla stretta collaborazione nelle attività spaziali istituita tra l’ASI e l’Aeronautica Militare, di cui Vittori è colonnello, nell’ambito dell’Accordo Esecutivo per la Collaborazione nell’Attività di Volo Umano Spaziale sottoscritto nel 2008.
Il Colonnello Roberto Vittori era stato assegnato all’equipaggio della missione Shuttle STS-134 ad agosto del 2009 nell’ambito delle opportunità di volo che la NASA ha concesso all’ASI e della cooperazione tra ASI e ESA per l’impiego degli astronauti del Corpo Europeo, cui lo stesso Vittori appartiene.
Tra gli esperimenti che raggiungeranno la stazione spaziale durante la missione di Vittori il più significativo è il rilevatore di particelle AMS (Anti Matter Spectrometer), il più pesante del genere mai portato in orbita (otto tonnellate), nato da una collaborazione internazionale guidata dal nobel Samuel Ting tra 16 Paesi, tra cui la Cina, e per il quale l’Italia ha realizzato i rilevatori.
Il Flight Readiness Review ha dato venerdì scorso il via libera al lancio dello shuttle Discovery il 5 aprile prossimo. Quella del Discovery è la quartultima missione shuttle. Il 14 maggio dovrebbe partire Atlantis e il 29 luglio Endeavour. L’ultima missione shutlle in programma è quella del Discovery fissata per ora al 16 settembre. Il lancio ha rischiato di essere rinviato per un irregolare funzionamento di una valvola.
Sia la missione in partenza che quella del 29 luglio sono significative per l’Italia: nella prima, volerà a bordo dello shuttle un modulo logistico MPLM realizzato in Italia da Thales Alenia Space Italia. A bordo dell’Endeavour partiranno invece l’astronauta italiano del corpo astronauti dell’ESA (European Space Agency) col. Roberto Vittori e il rilevatore di particelle AMS (Anti Matter Spectrometer), il più pesante del genere mai portato in orbita (otto tonnellate), nato da una collaborazione internazionale guidata dal nobel Samuel Ting tra 16 Paesi, tra cui la Cina, che sale così per la prima volta sulla stazione spaziale internazionale (ISS). Il ruolo dell’Italia nel progetto è rilevante, essendo stati realizzati nel nostro Paese i rilevatori, grazie ad una collaborazione tra Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) coordinata dal prof. Roberto Battiston.
Un innovativo dispositivo di assorbimento d’urto in Kevlar, inizialmente sviluppato per attutire l’impatto con il suolo delle capsule spaziali Orion, è stato sperimentato dalla NASA in una serie di crash test su elicotteri MD-500, per verificare la possibilità di limitare i danni agli aeromobili e ai loro occupanti in caso di atterraggi di emergenza. I test miravano a veificare l’efficienza del cosiddetto DEA (Deployable Energy Absorber, dispositivo dispiegabile di assorbimento) e sono stati effettuati presso il Langley "Landing and Impact Research Facility" di Hampton (Virginia), quello usato per simulare gli allunaggi del LEM al tempo delle storiche missioni lunari Apollo.
In due prove successive, a distanza di alcuni mesi, l’elicottero è stato fatto cadere da un’altezza di 11 metri, con velocità di impatto al suolo di 55 chilometri orari. A bordo, tre manichini dotati di sensori hanno registrato le sollecitazioni dimostrando che l’utilizzo del DEA può garantire non solo la sopravvivenza degli occupanti ma anche limitare fortemente i danni all’aeromobile. Nella prova di crash effettuata azionando il DEA, a dispetto della velocità di impatto, gli occupanti se la sarebbero cavata con ferite lievi e l’elicottero con danni molto contenuti e riparabili. Lo stesso crash senza il dispositivo ha portato alla distruzione dell’elicottero e alla "morte" dei manichini.
Il DEA è costituito da una struttura rigida a nido d’ape in Kevlar, che può essere ripiegata e resa piatta, per essere disposta sotto il ventre dell’elicottero. Una volta dispiegato assume la forma di una fisarmonica: la sua capacità di dissipare l’energia cinetica è data proprio dal suo ripiegarsi come lo strumento in caso di crash.
foto: fonte NASA