«Operare al meglio per tutelare gli interessi nazionali in un quadro europeo ed internazionale, dando il necessario sostegno politico affinché la nostra grande impresa non venga “assorbita” dal colosso d’oltralpe e nel contempo sostenendo e tutelando la sopravvivenza della miriade di piccole imprese sane e dinamiche che sono forza vitale della nostra straordinaria Nazione»: questo chiede il presidente della Consulta per l’Aerospazio di Alleanza nazionale e Consigliere del ministro della Difesa in materia Aerospaziale, on. Marco Airaghi, in una lettera indirizzata al neo commissario dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Enrico Saggese.
Airaghi esprime anche la certezza che la nomina di Saggese «sia una garanzia di successo per le nostre attività aerospaziali e una concreta speranza perché la nostra Nazione mantenga il ruolo che la Storia le ha assegnato», e che sotto la sua guida «potremo finalmente passare dal concetto di Spazio come fine a quello, più moderno e concreto, di Spazio come mezzo: per dare più servizi e strumenti ai nostri cittadini, alle nostre amministrazioni, al nostro Governo».
Per Airaghi infatti «Solo concrete e tangibili ricadute positive delle tecnologie satellitari potranno convincere i nostri governanti (nazionali ed europei) a trovare, nelle pieghe di bilanci sempre più asfittici, le ingenti risorse che gli ambiziosi ma irrinunciabili programmi spaziali richiedono indispensabilmente».
Decollo verticale autonomo, videocamere diurna, notturna e all’infrarosso, capacità di rientrare in modo autonomo alla base, navigazione manuale o automatica con GPS, vita operativa di cinque anni. Il tutto in meno di due chili di peso al decollo. Sono queste alcune delle caratteristiche specificate dalla Direzione Generale degli Armamenti Aeronautici (Armaereo) per l’aeromobile a pilotaggio remoto (APR) richiesto dall’Esercito Continua…
Il ministro dei Trasporti Altero Mattioli ha firmato ieri il decreto con cui ha prorogato la nomina a commissario straordinario dell’Autorità portuale di Taranto del contrammiraglio Salvatore Giuffré, ufficiale del Corpo delle Capitanerie di Porto.
L’ammiraglio Giuffré era stato nominato il 15 maggio dallo stesso ministro Mattioli dopo che al dicastero era stato notificato il provvedimento con il quale la magistratura aveva posto agli arresti domiciliari Michele Conte, l’Autorità portuale nominata dal precedente ministro Bianchi.
Conte è uno degli indagati nell’ambito di una inchiesta riferita al periodo in cui lo stesso era segretario generale della stessa autorità portuale, inchiesta che è attualmente ancora in corso.
Il contrammiraglio Salvatore Giuffré ricopre a Bari l’incarico di direttore della Direzione Marittima della Puglia e Basilicata Jonica; l’ufficiale conosce molto bene la realtà tarantina essendo stato in passato a lungo il comandante della locale Capitaneria di Porto.
Con una cerimonia che si terrà a Baltimore, sabato prossimo entrerà in linea nella US Navy l’USS Sterett, il cinquantaquattresimo caccia lanciamissili della classe Arleigh Burke. Contrassegnato dal codice di fiancata DDG 104, il nuovo cacciatorpediniere onorerà Andrew Sterett (1778-1807), eroica figura della marineria statunitense dell’inizio dell’Ottocento.
Si tratta della quarta unità navale della US Navy a portare questo nome; il primo comandante sarà il Cmdr. Brian P. Eckerle che guiderà un equipaggio di 276 persone. Lo Sterett, che è stato costruito dai cantieri Bath Iron Works della General Dynamics, sarà di base a San Diego.
L’evento giunge all’indomani della decisione della US Navy di cancellare cinque dei sette caccia lanciamissili classe DDG1000 "Zumwalt" per acquistarne almeno nove ulteriori caccia della classe DDG51 "Arleigh Burke" il cui programma conta già 62 navi.
Dietro il clamoroso voltafaccia vi sarebbero stati gli altissimi costi del programma DDG1000, per la cui terza nave il bilancio 2009 stanzia 2,55 miliardi di dollari. Il costo delle due prime navi , inizialmente previsto in circa 3,3 mld, sarebbe già salito a cinque miliardi. Oltre che troppo costosa, secondo molti esperti la classe Zumwalt sarebbe troppo potente per gli impieghi reali oggi previsti.
Il timore della Navy è che tali cifre la costringano a rinunciare ad altre navi, facendola scendere sotto la soglia delle 313 navi ritenuta il minimo indispensabile per affrontare le attuali sfide di sicurezza.
La notizia, trapelata il 26 luglio scorso sulla stampa americana, riferisce di una decisione presa il 22 luglio dai vertici della Navy - il segretario Donald Winter e il Chief of Naval Operations amm. Gary Roughhead - e condivisa sia dal Deputy Secretary della Difesa Gordon England che dal segretario Robert Gates.
Il responsabile del "procurement" John Young è però contrario e considera la questione ancora aperta.