Alenia Aermacchi ed il Dipartimento Nazionale della Difesa Filippino hanno sottoscritto il contratto per la fornitura di 18 esemplari del velivolo da addestramento primario SF-260F/PAF del valore di 13,8 milioni di dollari annunciato nei mesi scorsi . La consegna delle macchine, Continua…
Ha compiuto la sua 10.000ma orbita il modulo gonfiabile Genesis-1, realizzato e messo in orbita dalla società privata Bigelow Aerospace nel luglio 2006 per provare le tecnologie e la capacità di gonfiaggio in orbita in vista della realizzazione dei moduli BA-330 per missioni umane. Genesis-1 e il suo gemello Genesis-2 sono modelli in scala 1:3 e misurano 4,4 per 2,5 metri. Entrambi i moduli funzionano perfettamente e il magnate dell’industria del turismo Robert Bigelow conta di cominciare nel 2011 la realizzazione della prima stazione spaziale privata della storia, con il lancio del modulo gonfiabile battezzato Sundancer.
Bigelow ha lanciato anche la competizione “America’s Space Prize” con un premio da 50 milioni di dollari che andrà alla società privata che per prima, entro il 10 gennaio 2010, riuscirà a realizzare un sistema di trasporto privato orbitale in grado di portare a 400 chilometri cinque persone entro 60 giorni dal volo precedente. Il tentativo potrebbe essere fatto da Burt Rutan, che ha in programma la realizzazione dello SpaceShipThree sulla base dell’esperienza acquisita con i primi due veicoli spaziali della serie, suborbitali.
L’Ares 1, futuro lanciatore manned della NASA e parte del programma Constellation per il ritorno alla Luna, non ha una “personalità” propria ben distinta d
a quella dei già in servizio Delta IV e Atlas V e, dal punto di vista dell’utilizzo per missioni scientifiche, non si capisce quali vantaggi possa portare: è in estrema sintesi quanto emerge da un rapporto provvisorio sulla nuova famiglia di vettori americani, lo “Science Opportunities Enabled by NASA’s Constellation System”, realizzato negli ultimi mesi dal National Research Council’s Space Studies Board, un comitato indipendente di esperti di alto livello. La perplessità ricalca quella già da noi sottolineata circa l’opportunità di un nuovo vettore manned, con i relativi rischi e costi di sviluppo, quando appunto sul mercato ci sono vettori praticamente di pari potenza che potrebbero essere qualificati come manned.
Il comitato manifesta anche perplessità sull’Ares V, che della famiglia dei nuovi vettori sarà il più potente, il cui primo lancio è previsto non prima del 2018. Poiché le missioni lunari per la realizzazione di un avamposto sul nostro satellite sono in programma dal 2019, la prima fornitura del razzo sarà tutta destinata a trasportare sulla Luna i materiali necessari, e tutte le missioni scientifiche basate sull’uso di un vettore estremamente potente dovranno necessariamente slittare, nel migliore dei casi, a dopo il 2020.
Ricordiamo che l’Ares V (a lato in un diagramma NASA) avrà una capacità di 130 tonnellate in orbita bassa, circa 20 in più dei Saturno V usati per le missioni lunari Apollo, dei quali riutilizzerà i motori J2.