Anche Telespazio, una società Finmeccanica/Thales, attraverso la controllata MARS (Microgravity Advanced Research and Support Center) parteciperà alle attività scientifiche che si svolgeranno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
I
l MARS Center di Napoli, controllato al 100% da Telespazio, ha infatti avuto dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) il ruolo di “Facility Responsible Center” (FRC) per il Fluid Science Laboratory che opererà all’interno del Columbus (costruito in Italia da Thales Alenia Space, altra società Thales/Finmeccanica). Nel laboratorio saranno effettuati esperimenti che consentiranno lo studio del comportamento dei fluidi in microgravità. Tali esperimenti saranno eseguiti sia dagli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, sia dagli operatori del MARS attraverso comandi impartiti dalla Control Room di Napoli.
Nel suo ruolo di Facility Responsible Center, il MARS è parte di una rete europea che connette tutti i centri di terra che supportano le operazioni sul Columbus. La società è uno dei quattro centri cui l’ESA ha delegato responsabilità operative sui laboratori del Modulo europeo.
Il MARS ha anche supportato l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) durante la recente missione Esperia, curando l’integrazione dei payload sperimentali utilizzati dall’astronauta Paolo Nespoli e l’implementazione del sito web. Inoltre, sempre per conto dell’ASI, il MARS è uno degli USOC (User Support and Operations Centres) dell’esperimento ALTEA, condotto nel 2007, e MDS, che verrà eseguito a bordo della ISS nel corso del 2008.
Il laboratorio Columbus dell’Agenzia spaziale europea (ESA) è il maggior contributo del Vecchio Continente alla stazione spaziale internazionale (ISS). Realizzato a Torino da Thales Alenia Space, è un cilindro da 12.400 chili con 4,5 metri di diametro e 6,5 di lunghezza e 75 metri cubi di spazio interno, attrezzato con dieci International Standard Payload Rack (ISPR), “armadietti” delle dimensioni di una cabina telefonica che possono ospitare laboratori per esperimenti di vario genere, dalla scienza dei materiali a quella dei fluidi alla biologia. I laboratori possono essere completamente autonomi e indipendenti, dotati di propri sistemi di potenza e di raffreddamento e link video e dati con i ricercatori a terra. All’esterno, Columbus può ospitare altri payload, come la piattaforma CPD con gli esperimenti SOLAR (portata in orbita insieme al Columbus), che è la prima piattaforma scientifica esterna ad essere installata sulla stazione spaziale.
Al momento del lancio il Columbus è attrezzato con cinque rack:
ma anche su piante e piccoli insetti.Columbus è anche dotato di quattro attacchi per agganciare piattaforme esterne sulle quali ospitare payload da esporre al vuoto. Due di questi saranno installati già durante la missione dello shuttle Atlantis, che li porterà in orbita assieme al Columbus: European Technology Exposure Facility (EuTEF) e SOLAR (su piattaforma CPD realizzata a Roma da Rheinmetall Italia, che imbarca tre esperimenti scientifici per lo studio del Sole).
La vita utile del laboratorio è prevista in 10 anni. Per contenere i costi della sua realizzazione e garantire la
massima affidabilità, per realizzarlo si è ricorso a strutture e sistemi di supporto già messi a punto per i moduli logistici italiani MPLM (Multi Purpose Logistic Module). Questo passaggio di competenze è stato reso possibile da un accordo tra l’ESA e l’Agenzia spaziale italiana (ASI) in virtù del quale l’Esa ha sviluppato e fornito un sistema di controllo ambientale e supporto vitale detto ECLSS (Environmental Control and Life Support System) per il laboratorio orbitale Columbus e tre MPLM, mentre dal canto suo l’ASI ha fornito le strutture primarie.
Il centro di controllo del Columbus si trova in Germania.
(In alto, spaccato del Columbus con le due piattaforme esterne visibili a sinistra, al centro un armadietto, in basso il cnentro di controllo. Fonte ESA)
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