La SELEX Communications, una società Finmeccanica, sale a bordo delle future portaerei inglesi, la HMS Queen Elizabeth e la HMS Prince of Wales.
L’azienda si è infatti aggiudicata un contratto con la Aircraft Carrier Alliance (ACA) per la fornitura di un avanzato sistema di riconoscimento IFF (Friend or Foe = Amico o Nemico) che sarà installato a bordo delle due portaerei della Royal Navy che saranno realizzate nell’ambito del programma Future Aircraft Carrier (CVF).
La SELEX Communications, in particolare, fornirà apparati standard "Mode 5" e sarà responsabile della progettazione e della realizzazione delle antenne duali del sistema, attività delle quali è responsabile anche della verifica preliminare dei costi.
Per ottenere la migliore manutenibilità del nuovo sistema IFF, è già previsto il massimo impiego di tecnologie MOTS (Military Off-The-Shelf) e COTS (Commercial Off-The-Shelf).
Il viceministro ai Trasporti Cesare De Piccoli ha dichiarato all’ANSA che, sulla quotazione in Borsa del 49% delle azioni di Fincantieri, il Governo non "non si è fermato" come era stato paventato da più parti, ma sta solo aspettando che, come voleva il Parlamento, prima di procedere al collocamento in Borsa si realizzi il confronto con le parti sindacali.
All’uopo nelle diverse realtà industriali di Fincantieri si stanno tenendo le assemblee che dovrebbero concludersi per il mese di novembre, in tempo affinché poi il competente ministero per l’Economia avvii le procedure per il collocamento in borsa del 49% delle azioni. Questo avverrà, ha affermato all’ANSA il viceministro, "una volta acquisito il consenso delle parti sociali sul piano industriale". Ricordiamo che il piano per il posizionamento in Borsa del 49% delle azioni di Fincantieri ha già ricevuto l’approvazione di gran parte delle sigle sindacali e dei partiti della Maggioranza e dell’Opposizione; su posizioni contrarie sono rimaste al momento solo la FIOM CGIL e i partiti della sinistra radicale. Anche su questa iniziativa si stanno riproponendo le diversità all’interno della maggioranza di governo e del sindacato che già si erano verificate sul welfare.
L’assemblea degli azionisti di SOGEAP, la società di gestione dell’aeroporto di Parma, hanno approvato un piano di ricapitalizzazione per 24,4 milioni di euro (aumentabili fino a 28), dei quali dieci da versare entro metà gennaio 2008 per coprire le perdite ed i restanti per finanziare un nuovo piano industriale. Negli ultimi tre anni SOGEAP ha già ricapitalizzato per 12 milioni ed ha visto la cancellazione del Parma-Bruxelles pattuito con le istituzioni europee a supporto della concessione dell’autorità per la sicurezza alimentare. I voli di linea dello scalo emiliano comprendono oggi il Parma-Roma (destinato a passare da Air Alps ad Alitalia Express), lo Stansted-Parma di Ryanair e un servizio settimanale per la Danimarca. I programmi immediati prevedono voli per Catania e Palermo, mentre più lontano sono annunciati Parigi e Bucarest.
Il capitale di SOGEAP è a larga maggioranza pubblico, con il 54% in mano alla Camera di Commercio, al comune ed alla provincia che dovranno versare rispettivamente 6,3, quattro e 2,8 mln. L’Unione Industriali e l’Autocisa hanno l’11% ciascuna, pari a impegni di 3,2 mln ognuno.