Ci siamo.
EADS ha disincagliato il Power8 dalle secche dei contrasti e da domani i dettagli verranno precisati ai sindacati. La presentazione ufficiale del piano di ristrutturazione Airbus agli osservatori verrà dopo, ma, intanto, la notizia è che la nave è ripartita. Una buona nuova per una azienda che per bocca del suo CEO il 19 febbraio chiedeva con urgenza il piano. Continua…
Italia e Svizzera concordano sull’esigenza «fortemente sostenuta dall’Italia nei principali fori internazionali, di un utilizzo dello strumento militare nell’ambito di una strategia multidimensionale che impieghi in maniera coordinata tutte le risorse disponibili». È questo il punto di vista sulla situazione nei Balcani, in Medio Oriente ed in Afghanistan sul quale si sono trovati d’accordo ieri il ministro della Difesa italiano Arturo Parisi, ed il collega elvetico Samuel Schmid. Parisi ha anche sottolineato come la tradizionale disponibilità svizzera alla partecipazione alle missioni sotto l’egida dell’ONU sia «pienamente conforme alle linee di politica militare dell’Italia».
Parisi e Schmid hanno tra l’altro siglato un accordo sull’effettuazione del servizio militare da parte dei cittadini con doppia nazionalità, con riferimento anche alla recente sospensione a tempo indeterminato del servizio di leva in Italia. L’incontro, che segue le visite ufficiali in Svizzera effettuate nelle settimane scorse dai capi di Stato Maggiore della Difesa e dell’Esercito, si inserisce nelle ottime relazioni esistenti tra i due paesi, le che già collaborano nei settori addestrativo, della formazione e della sicurezza dello spazio aereo.
Una curiosità: il titolo ufficiale del ministro svizzero è quello di "Capo del Dipartimento Federale della Difesa, della Protezione della Popolazione e dello Sport della Confederazione Svizzera".
Si è svolta ieri presso il centro spaziale della Guyana francese la cerimonia di posa della prima pietra della rampa per i razzi russi Soyuz, selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) quali vettori intermedi di i grandi Ariane 5 francesi ed i piccoli Vega italiani.
Il programma prevede la costruzione di una torre di 45 metri, ispirata a quella in uso a Baikonur ma potenziata negli aspetti di sicurezza e già predisposta per l’innalzamento a 53 per l’eventuale lancio di missioni abitate. Anche le Soyuz dovranno essere adattate alle normative, soprattutto di sicurezza, sviluppate dal Centre Nationale des Etudes Spatiales (CNES), l’agenzia spaziale francese proprietaria del poligono spaziale in Guyana.
Il costo previsto per il programma è di ben 344 milioni di euro, per circa due terzi coperti dall’ESA (e, al suo interno, per nove decimi dai paesi partecipanti ed un decimo dall’Unione Europea) e per un terzo da Arianespace. Con tale cifra dovrebbero essere coperti i costi delle infrastrutture al suolo, le modifiche al vettore, lo sviluppo, la produzione ed il sistema di trasporto delle Soyuz, nonché i costi dell’ESA. La nuova rampa dovrebbe essere operativa a fine 2008. Le Soyuz continueranno a essere costruite a Samara, in Russia, da dove giungeranno in Guyana con un viaggio in treno (tre giorni fino a San Pietroburgo) e in nave (15 giorni).
Le applicazioni e le ricadute industriali del programma di navigazione satellitare europeo Galileo sono state al centro della riunione svoltasi ieri a Palazzo Chigi con le amministrazioni centrali interessate ed i rappresentanti della regione Piemonte, dell’UPI, dell’ANCI e di aziende potenziali fruitrici dei servizi Galileo. L’incontro - secondo la nota diffusa dalla presidenza del Consiglio dei Ministri - si è soffermato in particolare sull’infomobilità, che include i servizi per la gestione del traffico, per la gestione di flotte e traffico merci, per le emergenze e per le persone a mobilità ridotta. A questa categoria di servizi è finalizzato il progetto Galileo Infomobility Center presentato da Torino e dal Piemonte. La riunione è stata coordinata da Fabrizio Pagani, capo della Segreteria tecnica del sottosegretario alla presidenza Enrico Letta.
Spianata la strada dal vertice franco-tedesco di sabato, il cda di EADS si è riunito ieri per approvare all’unanimità il piano di ristrutturazione della controllata Airbus ("Power8"). Il voto del cda consentirà all’azienda di illustrare il piano ai sindacati a partire da domani 28 febbraio. Solo dopo la presentazione ufficiale ai rappresentanti dei lavoratori - spiega la nota di EADS - i dettagli del piano saranno resi pubblici. Il gruppo aerospaziale e della difesa europeo ha sinora svelato ufficialmente solo gli obbiettivi del piano: contrastare la debolezza del dollaro, attenuare il «peso finanziario dei ritardi dell’A380» e prepararsi per le future esigenze finanziarie. L’ordine di grandezza dei risparmi attesi dal Power8 è di cinque miliardi di euro in termini di flusso di cassa nel triennio 2007-2010 e di 2,1 miliardi in termini di margine operativo lordo nel 2010.
servizio di Luca Peruzzi
Alla presenza del Comandante Generale della Guardia di Finanza, generale di corpo d’armata Roberto Speciale e delle massime autorità locali, fra cui il presidente della regione Liguria Claudio Burlando, Continua…