Il ministero della Difesa è intervenuto per smentire le notizie riguardo presunte "lavorazioni di natura riservata" in corso su un oleodotto della rete "Petroleum, Oil and Lubricant" (Petrolio, Olio e Lubrificante, POL) della NATO. «I lavori ai quali fanno riferimento le notizie di stampa - si legge nella nota diffusa dall’ufficio stampa - sono relativi alla messa in sicurezza di un tratto subalveo del Piave che, per la sua particolare collocazione, subisce le evoluzioni naturali del letto del fiume» e la loro esecuzione «è stata autorizzata dalla Regione Veneto e l’Ufficio del Genio Civile di Treviso, a conoscenza dell’attività, ne ha dato comunicazione alla Difesa nel giugno del 2006».
A conferma della mancanza di segretezza, il ministero cita due fatti. In primo luogo, il tracciato è «segnato in superficie da cartelli indicatori (uno ogni 200 metri) con la dicitura "Amministrazione dello Stato"» per l’intero percorso che si snoda attraverso sei regioni, 17 province e 136 comuni. Inoltre, sin dalla sua entrata in servizio, circa quaranta anni fa, la gestione della rete POL è stata affidata «a ditte civili specializzate, che provvedono anche, con le proprie maestranze, a presidiare il sistema». Tali lavori, spiega il ministero, sono del tutto normali ed avvengono «secondo le normative di sicurezza vigenti».
Il sistema POL è una delle infrastrutture NATO meno note. La sua costruzione, totalmente finanziata dalla NATO serviva a rifornire di carburante per aerei e mezzi terrestri importanti aeroporti militari principali del nord-nord est quali Ghedi (BS, tuttora sede del 6° Stormo), Villafranca (VR, all’epoca sede della 3a Aero Brigata ed oggi del Reparto Mobile di Supporto), Istrana (TV, sede del 51° Stormo), Aviano (PN, utilizzata dagli americani), Rivolto (UD, sede delle Frecce Tricolori) e Cervia (RA, base del 5° Stormo). L’aeroporto "Dal Molin" di Vicenza, oggi al centro di polemiche per la base americana, non è collegato alla rete POL NATO perché non disponeva all’epoca di reparti operativi.
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