Undici giorni dopo la prima protesta contro le misure straordinarie di sicurezza aeroportuale introdotte dal governo britannico, Ryanair ha chiesto al Department for Transport (DfT) britannico oltre tre milioni di sterline (circa cinque milioni di euro). A tanto, secondo il vettore low cost irlandese che si presenta come «la maggior compagnia passeggeri britannica», ammonterebbero infatti le perdite subite per le cancellazioni e le mancate prenotazioni della sola settimana del 10-16 agosto. Il governo inglese ha però ribadito l’intenzione di mantenere sin quando necessario le misure di sicurezza deliberate dopo la scoperta del clamoroso attentato islamico che mirava a far esplodere in volo diversi numerosi aerei di linea in partenza dagli aeroporti britannici.
Proprio tali misure Ryanair ha definito, nel suo consueto linguaggio colorito, «insensate e inefficaci». «Queste misure - si legge nella nota diffusa da Ryanair - non producono altro che lunghe code, frequenti ritardi e si tradurranno in ulteriori cancellazioni», a partire da questo fine settimana, che in Gran Bretagna coincide con una "bank holiday". Pur colpendo tutte le compagnie, le misure - osserva Dedalonews - hanno un impatto maggiore su Ryanair il cui modello operativo prevede tra un volo e l’altro intervalli di appena 25 minuti. Anche per questo la compagnia preferisce che i passeggeri trasportino i bagagli in cabina anziché in stiva, risparmiando sui tempi e costi per imbarcarli e scaricarli.
Ryanair chiede al governo il ripristino degli standard di sicurezza della IATA «seguiti in ogni altro aeroporto internazionale europeo e in ogni volo diretto in UK». Secondo Michael O’Leary, a.d. di Ryanair, la risposta al terrorismo dovrebbe essere piuttosto un rapido ritorno alla normalità, come fu fatto dopo gli attentati alla metropolitana del 7 luglio 2005. A questo scopo la compagnia ha reso noto di aver messo in vendita un milione di posti a 99 pence (circa 1,5 euro) più tasse. La speranza è che - come avvenne all’indomani dell’11 settembre - il basso prezzo possa vincere la paura di viaggiare.
Per fugare il sospetto di voler profittare dall’emergenza, O’Leary ha detto che l’eventuale indennizzo ricevuto ai sensi della Sezione 93 del Transport Act inglese verrebbe destinato a Orbis, l’organizzazione di volontariato che gestisce tra l’altro un DC-10 trasformato in ospedale oftalmico volante. La stampa britannica e irlandese, che in questi giorni ha dedicato numerosi articoli all’ultimatum di O’Leary - ha però più volte sottolineato come le pesanti restrizioni al bagaglio a mano finiscano per giovare alle casse di Ryanair, che da molti mesi fa pagare ai passeggeri un sovrapprezzo per ogni bagaglio trasportato in stiva. A questo sovrapprezzo - hanno fatto rilevare diversi passeggeri in interviste o lettere ai giornali - Ryanair non ha rinunciato neppure dopo gli attentati.
Allarme bomba a bordo della portaeromobili Graribaldi di stanza nel porto di Taranto. Due notti or sono una telefonata anonima ha segnalato la presenza di un ordigno a bordo della nostra nave ammiraglia, che sta compiendo i preparativi per partire per il Libano dove svolgerà il ruolo di nave sede di comando della prima fase della missione italiana. A seguito dell’ allarme, i Carabinieri e gli uomini della Stazione Navale hanno passato da cima a fondo la nave, impiegando anche sub per le verifiche della chiglia. Alla fine nessuna bomba è stata ritrovata. La magistratura ha aperto un’inchiesta contro ignoti ipotizzando il reato di procurato allarme.