Scioperi sospesi e istituzione di una "cabina di regia" per i trasporti sono i due risultati sanciti dal verbale di accordo siglato al termine della riunione di Palazzo Chigi tra il governo - rappresentato dal sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta e dai ministri dei Trasporti Alessandro Bianchi e del Lavoro Cesare Damiano - ed i sindacali confederali, rappresentati dai segretari generali e dai segretari dei trasporti di CGIL, CISL, UIL e UGL. Continua…
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na collaborazione internazionale sul modulo di allunaggio che dovrà riportare l’uomo sulla Luna è ben vista dagli Stati Uniti, che intendono invece mantenere come progetto strettamente nazionale il Crew Exploration Vehicle (CEV) e i due vettori Ares 1 e Ares 5 che saranno usati per mettere in orbita carichi ed equipaggi. Lo rivela Flight International citando il responsabile del programma Constellation, Jeffrey Hanley. «Se il lander coagulerà un interesse internazionale, sarà una cosa buona», ha detto Hanley, precisando che anche i programmi della NASA sui precursori robotici, i servizi di trasporto e i programmi di sviluppo tecnologico dovranno essere "sincronizzati". Il futuro modulo di allunaggio, tecnicamente battezzato Lunar Surface Access Module (LSAM), non ha ancora ricevuto un nome proprio, come invece è stato per il programma ed i vettori.
(nella foto, fonte NASA/Frassanito, un LSAM nel corso di una missione)
Un campagna di rilevamenti sarà dedicata dagli scienziati responsabili del Venus Express all’insolito vortice scoperto dalla sonda nella zona del Polo Sud del pianeta Venere. S
ono state infatti elaborate e rese note dall’ESA le nuove immagini, riprese con lo strumento VIRTIS, immagini che aumentano l’interesse e la curiosità degli scienziati per questa formazione, fotografata per la prima volta ad aprile proprio dalla sonda europea, giunta poi nella sua orbita definitiva di 24 ore il 7 maggio scorso.
VIRTIS (Visible InfraRed Thermal Imaging Spectrometer), uno strumento realizzato in Italia da Galileo Avionica e del quale un esemplare è a bordo anche della sonda Rosetta, ha mostrato un variare della struttura del vortice in relazione alla quota: «è come se stessimo guardando strutture diverse, invece che alla stessa», ha addirittura affermato Pierre Drossart, principal co-investigator di VIRTIS assieme all’italiano Giuseppe Piccioni. I motivi per cui il vortice varia in modo così drammatico in senso verticale non sono ancora stati chiariti, ed è per questo, spiega Piccioni, «che stiamo organizzando una campagna di osservazioni per risolvere questo rompicapo. Prima di tutto costruiremo una veduta in 3D del vortice, e poi cercheremo di capire quali forze agiscono su di esso».
Tra audizioni e comunicati stampa sempre più aspri la vicenda Alitalia sembra ormai vicina alla soluzione, non positiva per l’attuale management al quale da più parti si rimproverano la mancanza di una visione strategica e le difficoltà gestionali quotidiane. Il botta e risposta tra il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e la compagnia, Continua…
La DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) ha annunciato che i suoi ricercatori hanno ottenuto per la prima volta una immagine ad apertura sintetica ("synthetic aperture image") da un "ladar", un laser radar aeroportato.
Fino ad oggi solo i radar erano stati in grado di generare una immagine ad apertura sintetica.
La tecnologia dell’apertura sintetica impiega l’elaborazione di un segnale digitale ed il movimento dell’aereo per creare un’immagine ad altissima definizione da un’apertura che fisicamente è relativamente piccola.
Questo è il risultato finale della prima fase del programma della DARPA per un "Ladar" ad apertura sintetica per la realizzazione di immagini tattiche (SALTI = "Synthetic Aperture Ladar for Tactical Imaging".
La prima raccolta di dati per una immagine ladar ad apertura sintetica è stata realizzata alla Edwards Air Force Base nello scorso mese di febbraio dalla Raytheon Space and Airborne Systems, uno dei contraenti del programma SALTI, usando fiber laser (una tecnologia che permette di generare impulsi molto brevi) sviluppati per l’industria delle telecomunicazioni e oscillatori, amplificatori e rilevatori derivati da prodotti commerciali.
Nell’aprile scorso la Northrop Grumman Electronic Systems, un altro contasente del SALTI, aveva invece generato immagini ladar usando un laser ad anidride caarbonica di nuova ideazione e prodotto dall’azienda.
Il Solar X-Ray Imager, strumento realizzato da Lockheed Martin per il satellite GOES-13 della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), ha ripreso la sua prima immagine del Sole, definita «magnifica» per dettaglio e qualità. Il Solar X-Ray Imager (SXI) è in realtà un insieme di strumenti montato sui satelliti GOES di ultima generazione per tenere sotto controllo le manifestazioni "violente" del Sole, come le eruzioni della corona, che possono rappresentare un pericolo sia per gli astronauti che per le telecomunicazioni i sistemi elettronici dei satelliti e, in casi estremi, possono provocare black-out anche nelle lunghe linee di alta tensione a terra. Le immagini riprese dal SXI saranno usare per allarmi e previsioni meteo spaziali.
La BAE Systems ha avviato trattative con il ministero della Difesa britannico per cercare di acquisire fondi extra per la realizzazione dei primi due caccia Type 45 che l’azienda sta costruendo per la Royal Navy. Le due unità dovrebbero entrare in servizio nel 2009.
In passato la BAE ed il ministero si erano già scontrati proprio sullo splafonamento dei costi previsti in alcuni contratti a prezzo fisso, tra questi anche quelli per i sottomarini nucleari e per il refit degli aerei spia. Un portavoce della BAE ha però dichiarato che questa volta non c’è disaccordo.
Il ministero della Difesa si era impegnato ad acquistare sei caccia ad un prezzo di circa 600 milioni di sterline (1,11 miliardi di dollari) cadauno, con l’opzione di comprarne altri due.
Ricordiamo che i caccia Type 45 sono una produzione autartica del Regno Unito dopo la sua uscita dal programma Orizzonte che viene continuato da Francia ed Italia, e che sta vedendo la realizzazione da parte della Fincantieri di due caccia per la Marina Militare italiana.
Il Canterbury, la nuova nave multiruolo che dovrebbe entrare in servizio nella marina neozelandese nel 2007, la scorsa settimana ha effettuato un prima uscita in mare nelle acque olandesi. A bordo un team i dieci militari neozelandesi, che si è imbarcato sul Canterbury nei cantieri olandesi della Mercede Shipyards.
Dopo questa uscita in mare, la nave è tornata in bacino per un’ispezione dell’opera viva dello scafo. Un’altra serie di prove in mare è prevista per il prossimo 16 luglio.
Fino a questa prima uscita in mare il Canterbury era rimasto lungo la riva del canale di Merwede.
Nel luglio del 2004 la Tenix Defence Pty Ltd aveva acquisito un contratto dal ministero della Difesa neozelandese per la costruzione di quattro pattugliatori costieri, due pattugliatori d’altura ed una nave multiruolo. La Tenix Pty Ltd è la sussidiaria neozelandese del Tenix Group, il principale contractor australiano privato nei settori della difesa e della tecnologia.
Il 28 dello stesso mese la Tenix Defence Pty Ltd a sua volta aveva firmato un contratto con i cantieri olandesi Merwede Shipyards per la progettazione e la realizzazione della nave multiruolo.
Impostata il 6 settembre del 2005, la nave è stata varata l’11 febbraio scorso.
La lunghezza "fuori tutto" della nave è di 131.22 metri, il dislocamento di 8.870 tonnellate, la velocità di crociera di 16 nodi e quella massima 19,2. L’equipaggio sarà composto di circa 80 militari, e la nave dovrà avere la capacitò di ospitare un contingente di 360 persone.
Dotata di spot per le operazioni di volo degli elicotteri, una delle caratteristiche principali della nave è infatti quella di poter sbarcare veicoli e militari sulla costa anche in assenza di infrastrutture portuali.
Merwede Shipyards fa parte di IHC Holland Merwede BV che da lavoro a più di 1.800 persone nei cantieri di Kinderdijk, di Hardinxveld-Giessendam, di Sliedrecht, di Delfgauw, di Goes e, in Slovenia, di Litostroj.
Sabato prossimo entrerà in servizio nella Royal Australian Navy l’unità da pattugliamento veloce della classe Armidale HMAS Albany.
La HMAS Albany è la quarta unità della classe Armidale ad entrare in servizio nella marina australiana. È stata costruita nei cantieri Austal Ships di Perth, nell’Australia occidentale.
Nell’ambito dell’indagine sull’incendio di un DC-9 della United Parcel Service (UPS) avvenuto l’8 febbraio scorso a Philadelphia, il National Transportation Safety Board (NTSB) ha tenuto a Washington un’udienza pubblica di due giorni per esaminare i rischi connessi al trasporto di materiali potenzialmente pericolosi. Continua…