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a Boeing si è aggiudicata un’opzione da 138 milioni di dollari da parte dell’Air Force per la realizzazione di altri tre satelliti GPS nell’ambito del contratto GPS Block IIF. L’opzione porta a 12 il numero dei satelliti che la Boeing sta realizzando sotto contratto dell’ufficio per il programma congiunto militare Navstar GPS.
I satelliti GPS del Blocco IIF garantiranno, rispetto ai 24 che formano l’attuale costellazione, un miglior supporto alla navigazione, sia civile che militare, e imbarcheranno un nuovo segnale dedicato "L-5" approvato dal governo statunitense per usi nell’aviazione civile. Il primo dei nuovi satelliti GPS IIF dovrebbe essere pronto nel 2007.
Un bireattore A310 della compagnia aerea Sibir (Siberia Airlines), proveniente da Mosca, è andato distrutto in fase di atterraggio all’aeroporto di Irkutsk, in Siberia. I morti sarebbero circa 150, secondo l’agenzia Interfax, che cita le autorità locali. Tra le vittime gli otto membri dell’equipaggio. A bordo c’erano 192 passeggeri. Continua…
Si è conclusa positivamente la campagna di rilevazioni sul campo geomagnetico terrestre, sulle sue fluttuazioni e sulle particelle ad alta energia che con esso interagiscono, effettuata da ricercatori italiani con un pallone stratosferico al Polo Nord.
Pegaso (Polar Explorer for Geomagnetism And other Scientific Observations), questo il nome dell’esperimento, è stato progettato e costruito presso l’istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e finanziato dall’ Agenzia Spaziale Italiana (ASI). È stato lanciato da Steven Peterzen (ISTAR) e Silvia Masi (università di Roma La Sapienza), esperti di lanci polari. Secondo Giovanni Romeo, dirigente dell’INGV e tra i responsabili della missione, è fondamentale studiare il campo magnetico al Polo Nord perché «le regioni polari, per il loro ambiente difficile non sono state studiate a quote basse, e anche le misure da satellite hanno dei punti ciechi, a causa della forma delle orbite, intorno ai poli. Le correnti a getto circumpolari ci offrono invece una propulsione naturale per far viaggiare intorno al polo la nostra sonda. Viaggiando nella stratosfera, Pegaso permette di effettuare quelle osservazioni di scala troppo grande per l’osservazione al suolo o da aereo, e troppo piccola per l’ osservazione da satellite». Il pallone stratosferico è alla sua quinta missione ed è il risultato di una collaborazione scientifica internazionale, che vede coinvolti una serie di enti e istituti di ricerca, tra i quali l’INGV, l’Agenzia Spaziale Italiana, dipartimento di Fisica dell’università di Roma La Sapienza, l’istituto di scienza e tecnologie dell’Informazione del CNR.