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Lockheed Martin
        16/2/2006 - 12:14 pm |  di: RedazioneSpazio, News  

Seminario a Roma con il cosmonauta Leonov

Ripercorrere momenti storici della conquista dello spazio, ma anche fare il punto sul presente e il futuro dell’attività umana in questo ambiente: questo lo scopo del seminario organizzato dalla Scuola di Ingegneria Aerospaziale dell’Università La Sapienza di Roma che si terrà il 17 febbraio con il cosmonauta russo Alexey Leonov, primo uomo al mondo ad aver effettuato una passeggiata spaziale nel 1965.
Sono in programma, oltre l’intervento di Leonov ("Riflessioni di un pioniere dello spazio"), quello dell’ambasciatore della Federazione Russa a Roma Aleksey Meshkov, dell’astronauta Roberto Vittori ("Il presente dell’astronautica") e dell’esperto in scienze cognitive Lorenzo Mezzadri ("Gestione del fattore umano nello spazio"). Le conclusioni sono affidate al giornalista scientifico di Dedalonews Giorgio Di Bernardo. «È per me un piacere ed un onore poter partecipare a questo incontro - ha detto Vittori - perché Leonov, rappresenta una istituzione nel panorama del settore spaziale e non; è stato infatti il primo cosmonauta a compiere una missione extraveicolare nello spazio, uscendo nel vuoto all’esterno della navicella spaziale. La presenza di Leonov in Italia conferma gli ottimi rapporti di collaborazione che si sono instaurati tra la Russia e l’Italia nel settore della ricerca aerospaziale Una collaborazione che nasce anche a seguito delle due missioni nello spazio che hanno visto proprio un pilota dell’Aeronautica Militare e astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea ai comandi della navicella Soyuz»
«Negli anni sessanta lo spazio rappresentò, per Stati Uniti ed Unione Sovietica, l’arena in cui dimostrare la superiorità del proprio sistema politico-economico. Oggi è l’ambito in cui si giocherà la supremazia e forse la sopravvivenza dell’industria tecnologicamente avanza dell’occidente, di fronte all’impetuoso emergere di potenze come Cina e India», afferma Di Bernardo, che presso la Scuola terrà un seminario sulla "Storia dell’astronautica e metodologia della comunicazione scintifica". La storia, ricorda, non ha solo questa lezione da insegnarci, ma anche «quella del ritorno economico degli investimenti in un settore che sembra così lontano dal quotidiano e che invece è tra i più redditizi, come dimostrano le missioni statunitense sulla Luna, che fruttarono tre volte il denaro investito e 160.000 brevetti entrati nella vita di tutti i giorni».
«La ricerca spaziale è fondamentale, nell’ambito della ricerca avanzata, per mantenere posizioni rispetto a paesi emergenti come Cina ed India. Ma per rimanere in testa alla corsa servono non solo finanziamenti, ma anche strutture universitarie come la Scuola di ingegneria aerospaziale, in grado di raccogliere intorno a sé le competenze trasversali necessarie per passare dall’esplorazione allo sfruttamento di questo ambiente estremo», spiega il preside della Scuola di Ingegneria Aerospaziale Filippo Graziani. Infatti, aggiunge, «vivere e lavorare nello spazio, comporta conoscenze che vanno dalla medicina, per capire a quali ritmi, tempi e sforzi si può sottoporre il corpo umano, alla meccanica, alla fisica, alla navigazione spaziale». A queste competenze di base, il futuro "lavoratore dello spazio" dovrà aggiungere quelle legate all’effettuazione di esperimenti nei settori interessati alla sperimentazione in assenza di peso: metallurgia, biologia, chimica, farmacologia, meccanica dei fluidi, solo per citarne alcuni".
L’astronauta del futuro dovrà inoltre essere preparato dal punto di vista della comunicazione, perché gli equipaggi saranno sempre più caratterizzati dalla compresenza di lingue e culture diverse, che renderanno, spiega Lorenzo Mezzadri, che tiene presso la Scuola di Ingegneria Aerospaziale un seminario dal titolo "Psicologia della comunicazione Aerospaziale: la gestione del fattore umano nello spazio e nei voli civili" «più problematica la convivenza e la comunicazione efficace, aumentando il rischio di fraintendimenti e incomprensioni e, di conseguenza, di errori, che possono essere fatali in un ambiente estremo come lo spazio».

        16/2/2006 - 8:38 am |  di: RedazioneAeronautica  

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