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        22/12/2008 - 12:59 pm |  di: G. AlegiAeronautica, Difesa  

Quattro ATR 72 da pattugliamento marittimo per l'Aeronautica Militare

Inizierà nel 2012 con quattro ATR 72MP la sostituzione dei 18 obsoleti Breguet Atlantic in linea in Italia dal 1972. Gli aerei - il cui contratto è stato firmato nei giorni scorsi con Alenia Aeronautica dalla Direzione Generale degli Armamenti Aeronautici - saranno dotati del sistema di missione ATOS di Selex Galileo e saranno inizialmente simili agli ATR 42 di Guardia Costiera e Guardia di Finanza piuttosto che agli ATR 72 ASW ordinati dalla Turchia. Potrà così svolgere ruoli che vanno dalla ricerca e soccorso alla rilevazione dell’inquinamento, dalla sorveglianza di mari e coste fino alla lotta ai traffici illegali, ma non la lotta antisom. Da questo punto di vista la scelta ATR comporta una riduzione della capacità nazionale nella lotta antisommergibili con velivoli ad ala fissa, sia pure con la previsione di un successivo incremento di capacità senza cambio di piattaforma. Già nel 2006 Dedalonews anticipò l’orientamento della Marina, poi sancito nella Nota Aggiuntiva per la Difesa per il 2008.
Proprio per questo l’operazione è presentata dagli ambienti militari quale soluzione provvisoria in attesa che, intorno al 2020, si renda possibile - come indicano gli atti parlamentari - l’acquisizione di un pattugliatore a medio raggio in grado di operare in ambito NATO o multinazionale in un moderno sistema C4ISTAR. Una descrizione che si attaglia alla perfezione al Boeing P-8A Poseidon, il Multi-mission Maritime Aircraft di cui sino a qualche anno fa la difesa italiana pensava di acquisire otto esemplari insieme ad un numero minore di sistemi AEW&C basati sulla stessa piattaforma Boeing 737. Riduzioni di bilancio e ridotto ritorno industriale hanno di fatto bloccato l’ambizioso programma, portando ad orientarsi verso un prodotto nazionale più piccolo, meno capace e soprattutto meno costoso.
La scelta dell’ATR 72 in versione MP, della quale costituisce la prima vendita in assoluto, rappresenta l’opzione minima per le esigenze di un paese fortemente marittimo come l’Italia. Se restasse così, l’aereo consentirebbe - secondo un’interpretazione diffusa negli ambienti militari e industriali - di ripresentare l’esigenza MMA in un secondo momento. La soluzione adottata rappresenterebbe, quindi, la convergenza di vedute tra Marina e industria rispetto ad un possibile approccio più pragmatico con tempi e costi di sviluppo minori. Secondo questa tesi l’adozione dell’ATR 72 ASW con il sistema Thales AMASCOS - una scelta "off the shelf" in quanto già sviluppata ed in via di realizzazione da Alenia per la Turchia - avrebbe soddisfatto l’esigenza operativa immediata ma forse precluso il futuro passaggio al P-8A. Prima di allora - secondo quanto risulta a Dedalonews - è comunque previsto l’aggiornamento degli ATR 72 con le necessarie capacità ASW.
Dal punto di vista tecnico, la nuova versione MP dell’ATR 72 è sostanzialmente analoga a quella dell’ATR 42, salvo il peso massimo al decollo maggiore di 3.900 kg. Entrambe sono basate sulla cellula della serie 500 del diffuso biturbina italo-francese, riconoscibile per le eliche Hamilton Standard 568F a sei pale, ma il ‘72 ha motori Pratt & Whitney PW127M da 2475 cva al decollo.
Il cuore del sistema di missione sarà l’ATOS di Selex Galileo (a sinistra), già venduto in circa 35 esemplari compresa la versione "Light" per i P.166 della Guardia di Finanza italiana. Il punto di partenza sarà la versione realizzata per l’Australia, caratterizzata da un’architettura aperta, modulare e scalabile ed in grado di consentire l’espansione degli scenari tattici per il ruolo antisom.
Rispetto agli attuali ATR 42 MP, i nuovi ‘72 aggiungeranno sottosistema di difesa (DASS), avvisatori radar (RWR), misure di supporto elettronico (ESM) e lanciatore "chaff" e "flare" mutuati dal C-27J. Saranno installati sistemi di trasmissione dati sicuri Link-11 e Link-16, nonché un collegamento satellitare SICRAL. Il sistema elettro-ottico sarà del tipo "scan and track" (EOST, realizzato da Selex Galileo) e il radar sarà il Seaspray 7300E - sempre di Selex Galileo - con antenna a scansione elettronica, anche inversa (SAR/ISAR), con campo di ricerca a 360° e capacità di ricerca e tracciatura simultanea. Alcuni sistemi specifici saranno mutuati da quanto già realizzato per gli elicotteri EH-101 ed NH-90.  Con la capacità antisom verranno installati un rivelatore di anomalie magnetiche (MAD, già visibile nelle impressioni artistiche), siluri (probabilmente i siluri leggeri MU-90 Impact di WASS, anch’essa del gruppo Finmeccanica; foto a destra) e sonoboe attive, passive e ambientali. La possibilità di una futura installazione di questi equipaggiamenti giustifica la scelta della versione 72, che offre maggiori volumi di fusoliera. Su richiesta di Armaereo, il capitolato tecnico dell’ATR 72 MP prevede l’utilizzo di vernici esterne prive di cromati ed eco-compatibili. Sarà il primo di questa famiglia - sottolinea la Direzione Generale - ad adottare questa soluzione, già specificata per i nuovi tanker KC-767A.
Il costo del programma ATR 72MP - che secondo la nota aggiuntiva di quest’anno dovrebbe concludersi nel 2015 - è stimato in circa 400 milioni di euro, dei quali 35 nel 2009. La previsione, come ha notato la Camera dei Deputati, è diversa rispetto ai 360 mln complessivi e 50 mln nel 2009 riportati nella nota aggiuntiva 2008, quando la conclusione era prevista per il 2014. In ogni caso gli ATR 72 saranno assegnati al 41° Stormo di Catania-Sigonella e dovrebbero assicurare non meno di 800 ore di volo annue ciascuno per un periodo di impiego di almeno dieci anni. Su questi il comitato di legge ha espresso parere favorevole il 10 dicembre scorso.

Aggiornato alle 13.15

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