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        21/11/2007 - 4:58 pm |  di: M. AmatimaggioDifesa, Sicurezza  

Difesa: iniziata ieri a Roma la seconda Conferenza Internazionale sull'Area del Mediterraneo

Si sono aperti ieri a Roma presso lo storico Palazzo Salviati, sede del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), i lavori della 2ª Conferenza Internazionale sull’Area del Mediterraneo dedicata al tema "Security, stability and cooperation in the Mediterranean Region".
Anche in questa edizione l’importante simposio, che ha esteso il suo interesse anche all’Area del Mar Nero, rappresenta un foro di discussione ad alto livello dei problemi di carattere politico, militare, economico, culturale che investono l’area.
Partecipano infatti alla seconda edizione della conferenza, organizzata dal ministero della Difesa in collaborazione con il ministero Affari Esteri, le delegazioni di 30 Paesi, da Gibilterra al Mar Nero, oltre ai rappresentanti di Unione Europea e NATO.
Nella prima delle tre giornate previste si è cercato di dare individuare le basi sulle quali sarà possibile garantire in futuro la sicurezza dell’area del Mediterraneo, un obiettivo che consentirebbe di aumentare la stabilità e rilanciare la cooperazione tra le diverse sponde del "mare nostrum".
I relatori hanno convenuto sulla necessità di potenziare l’attività e coordinare gli sforzi delle molteplici iniziative regionali promosse per migliorare la cooperazione tra gli stati dell’area; tra queste, solo per citare le principali, il Dialogo 5+5, il Foro Mediterraneo, il Dialogo del Mediterraneo ed il Processo di Barcellona.
D’altronde una iniziale molteplicità delle iniziative è necessaria per creare diverse "stanze" compartimentale nelle quali possano dialogare e collaborare stati culturalmente e politicamente affini, evitando così per il momento che quelli antitetici vengano a contatto creando frizioni e momenti di criticità ne i processi di integrazione.
Queste sono le principali considerazioni emerse dai lavori svolti ieri alla conferenza internazionale sull’area del Mediterraneo, in corso a Roma presso il Centro Alti Studi per la Difesa, che riunisce delegazioni
Nel corso del dibattito è stato più volte sottolineato, soprattutto a proposito del "pilastro difesa" del Dialogo 5+5, il positivo contributo dell’Italia.
I lavori sono stati aperti dagli interventi del Sottosegretario di Stato alla Difesa, senatore Giovanni Lorenzo Forcieri, che nel suo intervento si è soffermato sull’ingresso della Turchia nell’Unione europea.
Questo evento può rappresentare, secondo Forcieri , un importante elemento di stabilità per tutto il Mediterraneo allargato e un fattore propulsivo per l’intera Europa
Proprio riferendosi ai diversi progetti di collaborazioni portati avanti nell’area, Forcieri ha evidenziato che, pur essendo importanti in questo momento storico, non devono porsi in concorrenza con l’Unione Europea che continua a rivestire il ruolo di principale luogo di sintesi politica in cui devono convergere e fondersi in un unicum politico le diverse entità del vecchio Continente.
Invece durante il suo intervento il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, ha in particolare modo sottolineato, ancora una volta, la centralità del Mediterraneo sia dal punto di vista geostrategico sia come luogo di incontro di culture e civiltà differenti.
L’ammiraglio di Paola ha quindi sottolineato come, per questa ragione, il Mediterraneo si presti a rappresentare l’ opportunità potenzialmente più efficace per un dialogo che possa rappresentare il presupposto per una convivenza in una sicurezza condivisa, nella cooperazione e in una prospettiva di sviluppo per tutti i Paesi e i popoli dell’area.

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