Dirle subito, dirle tutte e dirle noi. Chissà se alla Boeing qualcuno ricorda l’inascoltato suggerimento di Henry Kissinger sulle cattive notizie. Sta di fatto che - proprio mentre sulla stampa americana iniziavano a diffondersi le voci del primo forte ritardo del programma 787 - Boeing ha convocato una videoconferenza con l’a.d. Jim McNerney, il direttore finanziario James Bell e l’a.d. della divisione aerei commerciali Scott Carson. Il contenuto della conferenza è scontato, anche perchè il concetto essenziale è stato subito reso disponibile sul sito. «A causa delle continue sfide nel completamento dei primi aeroplani», la società annuncia «un ritardo di sei mesi nel programma di consegne iniziali». Per tranquillizzare il mercato, allarmato nei giorni scorsi da una nota di Lehman Brothers, Boeing ribadisce però che «l’impatto finanziario sui profitti sarà minimo» e riconferma le previsioni per il 2007-2008.
Il primo volo dell’aereo è ora previsto «verso la fine del primo trimestre 2008», cioè intorno a metà marzo, mentre le consegne ai clienti previste per maggio slitteranno ora «a fine novembre o dicembre del 2008».
La decisione di rinviare di sei mesi la tempistica prevista è dettata dalla necessità di ripristinare i margini per intervenire su eventuali problemi scoperti nelle prove a terra o in volo, ma anche da ritardi nel software dei comandi di volo, nell’integrazione di sistema e nella disponibilità di parti e componenti nell’intera catena dei fornitori. È probabile - anche se la conferma si avrà solo tra un paio di ore - che in questo continui a giocare un ruolo importante la mancanza dei "fasteners" prodotti in esclusiva da Alcoa che affligge il programma 787 sin dall’inizio della fase di costruzione.