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        28/9/2008 - 5:37 pm |  di: RedazioneDifesa  

Archeologia subacquea: il "Sapri" esplora i fondali di Capri

servizio di Carlo Tripodi

Si è chiusa il 26 settembre VIVARA 2008, l’annuale campagna della Marina Militare per la ricerca di siti archeologici subacquei. La Marina Militare è stata impegnata con la nave Sapri (DD5551), che ha "spazzolato" i fondali marini di aree dell’isola d’Ischia e di Capri.
La scelta di un cacciamine non è casuale: il sonar SQQ14-T di cui queste unità sono dotate, funzionante in bande di elevata frequenza ed elevata definizione e realizzato specificamente per l’individuazione di mine sia su fondali che in volumi d’acqua, ha trovato un ottimale, eccellente impiego per la ricerca di siti archeologici sottomarini, anche a profondità rilevante, intorno ai 150 metri. In presenza di cetacei il sonar è stato spento per non interferire con questi grandi mammiferi.
Superlativo si è dimostrato l’impiego di un Remotely Operated Vehicle (ROV), di costruzione italiana. Denominato PLUTO Gigas 92, è l’ultimo e più sofisticato della serie "Pluto" adoperato dalla Marina Militare, che ha permesso l’esplorazione, con relative riprese video a colori ad alta definizione, di un relitto di nave romana con tutto il suo carico di anfore ancora in posizione di stivaggio. In questa fase Dedalonews ha potuto assistere alle interessantissime operazioni del ROV al largo di Capri: la visione della nave romana sul fondo marino è stata a dir poco emozionante.
Il relitto "riposa" al largo della costa di ponente dell’isola di Capri, tra Punta Carena e Punta dell’Arcese, a -130 metri. Indispensabile si è dimostrata la capacità della Sapri di rimanere in "punto nave" - una funzione simile all’hovering degli elicotteri - con scarti piccolissimi, anche in condizione di vento, correnti ed onde sensibili, e ciò grazie ai tre propulsori oleodinamici asserviti dal GPS che permettono all’unità la quasi immobilità. L’elevata profondità, la sedimentazione pressoché assente e la temperatura dell’acqua hanno permesso una conservazione perfetta del carico che, comunque, resterà in sito. Non è prevista, infatti, alcuna operazione di recupero. La conclusione della campagna, prevista per il 19, è stata ritardata dalle avverse condizioni del mare.
Le campagne che si susseguono dal 1998, grazie ad una convenzione tra il ministero della Difesa e quello dei Beni Culturali e Ambientali, hanno permesso di censire ben 763 siti archeologici in Campania, Calabria e Puglia, di cui 287 con ampia documentazione. Questi siti includono reperti isolati, insiemi di reperti, strutture, relitti di navi (119) e 16 di aerei, sottomarini e mezzi da sbarco. Il 30% dei siti è di età romana, ma non mancano reperti medievali, bizantini e preistorici. Gli altri sono relitti risalenti alla prima e seconda guerra mondiale.
Il Lerici è comandato del t.v. Miguel Moreno Minuto, che guida un team altamente professionale (nella foto, un operatore durante un test preimmersione del ROV) che in sinergia con la plancia ha assolto a tutte le funzioni di bordo. A bordo vi erano anche il c.v. Raudo, comandante delle Forze Contromisure Mine, ed il c.f. Granato, Capo Ufficio Operazioni Comando Contromisure Mine.

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