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        12/9/2007 - 3:32 pm |  di: G. AlegiAeronautica  

Biofly prova a Trento la visione sintetica per ULM e aeroporti minori

Sull’aeroporto trentino di Mattarello è in corso la sperimentazione su ultraleggeri - in collaborazione tra la società Biofly ed il gestore Aeroporto G. Caproni - dei sistemi di visione sintetica (SVS) basati sulla nuova tecnologia Cockpit Display Traffic Information (visore delle informazioni di traffico nell’abitacolo, CDTI).
Il ciclo sperimentale, della durata di circa tre mesi, comprenderà cinque fasi, passando gradualmente da aerei e furgoni a terra fino all’interazione di alianti ed aerei in volo. Le prove iniziate a Trento il 29 agosto fanno seguito ad un precedente ciclo svoltosi nella Repubblica Ceca, seguendo sulle mappe di Google Earth la posizione di un aereo in volo sulla rotta Praga-Trento.
«Il coinvolgimento dell’aeroporto di Trento nasce dall’interesse del sistema per i gestori degli aeroporti minori della rete ILAN», dice l’ingegner Ferdinando Perrotta, a.d. di Biofly. «Il CDTI consente alla torre di vedere il traffico aereo nell’area circostante e persino di intervenire, in caso di necessità, nelle manovre di avvicinamento. Si tratta di una tecnologia a basso costo ed alta affidabilità che permette di "sorvegliare" il traffico negli scali che non dispongono di controllo del traffico.»
L’installazione tipo in torre comprende un PC, due schermi, due ricevitori di segnali di cui uno transponder modo S, mentre l’installazione a bordo aereo (vedi foto in apertura) prevede un sistema denominato BlueBox, uno o due Display ed un computer remotizzato.
La "BlueBox" - un apparato che registra i dati di volo, del motore e di navigazione - è un brevetto Biofly, e può essere utilizzata anche come registratore dei dati di volo, per esempio per il debriefing nelle scuole di volo VDS.
«Il nostro CDTI permette di visualizzare in grafica 3D sia il territorio che i velivoli nel raggio di oltre 200 km,» spiega Perrotta. «Per ottenere questo la "BlueBox" integra la funzione "messaggio" dell’ADS-B, i collegamenti satellitari e persino internet in una soluzione che può essere applicata sia a bordo che al suolo.»
Dal punto di vista tecnologico, il sistema Biofly si basa sull’abbinamento di transponder "modo S" con il nuovo standard Automatic Dependent Surveillance-Broadcast (ADS-B) per il controllo del traffico aereo su base satellitare. L’ADS-B, che la Federal Aviation Administration (FAA) ha già deciso di standardizzare negli Stati Uniti, potrebbe rivoluzionare gli attuali sistemi di controllo del traffico aereo grazie al passaggio dalla tecnologia radar a quella satellitare. Rispetto all’aggiornamento delle posizioni ogni 3-12 secondi consentito dal tradizionale "giro d’antenna" dei radar si passerà a uno-due secondi. La maggior precisione dei rilevamenti si tradurrà a sua volta nella possibilità di ridurre la separazione tra i velivoli, creando una maggiore capacità e decongestionando i cieli. In Alaska, enorme regione con copertura radar imperfetta, l’ADS-B ha ridotto di circa il 40% gli incidenti di aviazione generale.
Per quanto riguarda il sistema Biofly, il software della stazione di torre è una versione semplificata rispetto a quello installato a bordo, Mentre in volo la posizione dell’osservatore, ovvero del pilota, si muove costantemente, nella versione di torre il punto di osservazione, ovvero il controllore, è fermo e l’area di visualizzazione può essere estesa ed orientata in varie direzioni. Proprio il sistema di torre sarà il primo ad essere commercializzato, al termine della procedura di accreditamento da parte di ENAC. «Solo in Italia», ricorda Perrotta, «le dimensioni potenziali del mercato sono di un centinaio di aeroporti minori e di 400 aviosuperfici».
Con questa sperimentazione Biofly ha già conseguito un primato. Gli ultraleggeri utilizzati a Trento sono infatti i primi in Italia a ricevere codici transponder "modo S" a 24 bit, assegnati dal Servizio Spazio Aereo dell’ENAC nei primi giorni di agosto dopo una completa verifica del programma. In questa fase due codici saranno assegnati ad altrettanti ULM, mentre il terzo sarà impiegato da un furgone del gestore aeroportuale.

Foto Biofly 

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