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        16/9/2006 - 7:50 am |  di: P. VarrialeAeronautica  

L'Aeronautica Militare recupera i Ro.37 dall'Afghanistan

E’ iniziato il ritorno in Italia dei relitti di IMAM Ro.37 Bis ritrovati a Kabul all’inizio dell’anno. Nonostante l’impegno profuso per la Giornata Azzurra di domenica, l’Aeronautica Militare non si ferma. Tra le operazioni in corso vi è appunto il ritorno a casa del primo esemplare di questo biplano da ricognizione creduto estinto da circa 60 anni ma che si spera di poter restaurare per la futura esposizione presso il Museo Storico dell’Aeronautica Militare a Vigna di Valle (RM).

Nei mesi intercorsi tra la scoperta dei relitti da parte del 132° Rgt Ariete ed il loro rientro la forza armata, per iniziativa del capo di Stato Maggiore generale Leonardo Tricarico, ha lavorato con abilità e diplomazia per recuperare quanto più possibile gli aerei, costruiti a Napoli dall’allora IMAM, progenitrice dell’odierna Alenia Aeronautica. I resti dei velivoli sono stati donati all’Italia dal governo afgano e sono attualmente a Camp Invicta, la base dell’Esercito nei pressi di Kabul. Da qui uno di essi è stato portato a cura del Gruppo Supporto Aderenza del 2° Reggimento Alpini di ITALFOR all’aeroporto, dove gli uomini del Reparto Distaccato del 51° Stormo (Task Force Seagull), ivi rischierati con gli elicotteri AB-212 ICO (Incremento della Capacità Operativa), hanno compiuto le operazioni necessarie al volo. Le delicate fasi di trasporto ed imbarco sono state coordinate dal colonnello Mario Giacobbi, comandante di ITALFOR, e dal colonnello Giorgio Seravalle, comandante del Reparto Distaccato del 51° Stormo.
Il rientro in Italia dei primi tre pallet di fusoliere, motori e altri pezzi costituisce il primo passo del
progetto di restauro che si spera possa concludersi in modo simile a quello del CR.42 ex svedese inaugurato in maggio a Vigna di Valle.

I velivoli, dotati di propulsori Piaggio P. IX RC 40 da 560 hp e destinati alla ricognizione ed al bombardamento leggero, facevano parte di una commessa di 16 esemplari che assieme a sei Breda 25 e due Breda 28 venne fornita all’Afghanistan nel 1937 per un valore di quasi 16 milioni di Lire dell’epoca. Unitamente al materiale, andò in oriente una missione militare incaricata del montaggio degli aerei, del loro collaudo e dell’addestramento degli aviatori, che rimase a Kabul fino al 1939.

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