Attesa febbrile a Roma per la scadenza del termine, l’11 ottobre prossimo, per presentare la candidatura all’Ue e all’Esa come sede della Galileo Supervisor Authority: lo ricorda Adnkronos in un ampio speciale pubblicato domenica 10 settembre e arricchito da interviste sul tema al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e all’amministratore delegato di Telespazio Giuseppe Veredice. Una posta in gioco molto alta per il nostro Paese visto che l’Authority stabilirà e vigilerà sui protocolli e sui criteri di utilizzo del sistema di navigazione satellitare europeo Galileo . In altre parole, gestirà e controllerà il cuore pulsante a terra della costellazione di 30 satelliti che darà all’Europa l’assoluta indipendenza tecnologica, nonché politica, dai cruciali sistemi di posizionamento Gps americano e Glonass russo.
Ecco cosa hanno rivelato all’Adnkronos alcuni attori del sistema di navigazione Galileo su come la Capitale italiana si sta preparando da anni per vincere una dura competizione che vede in corsa con Roma anche Atene, il centro del Galles a Cardiff e l’olandese Noordwijk, sede dello stabilimento ESTEC dell’Esa.
A sottolineare come Roma, e tutto il territorio del Lazio, si siano costruiti importanti presupposti per essere sede naturale e tecnologicamente preparata per l’Authority di Galileo è il presidente della Regione Lazio, Marrazzo. «L’aerospazio è una vocazione tipica della nostra regione. Nel Lazio - afferma - sono localizzate le più importanti aziende internazionali del settore, da Finmeccanica ad Alcatel-Alenia Space, dalla MBDA alla Vitrociset, fino ad Agusta e Avio Group».
«In questo scenario, - prosegue il Governatore del Lazio - il progetto Galileo rappresenterà un’ulteriore opportunità per incrementare l’indotto del settore. La Regione si è adoperata per tessere una rete della conoscenza, cui partecipano le Università e le grandi imprese laziali, i centri di ricerca pubblici e privati, impegnati a diverso titolo nello sviluppo di nuovi materiali, prodotti ed applicazioni in ambito aerospaziale».
Una vocazione questa del territorio laziale, che il Presidente della Regione intende rafforzare, tanto che, annuncia, «è pronta, e presto andrà in Giunta, una legge di sistema su ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico che fornisca gli strumenti per rendere sempre più competitivo il tessuto economico produttivo e la rete dei saperi del Lazio».
E la rete, di fatto, è già tessuta proprio per quanto riguarda il sistema Galileo che, nel tecnopolo Tiburtino di Roma, vede al lavoro il "Galileo Test Range" (GTR), uno dei due nodi cruciali, assieme a Galileo Industries, consorzio di imprese impegnate su Galileo con sedi a Monaco e Roma. Il GTR, già all’opera con i test, fornirà in futuro la certificazione del segnale proveniente dai satelliti Galileo .La sua gestione è affidata a Telespazio (gruppo Finmeccanica) e ad Alcatel-Alenia Space insieme con la Regione Lazio, tramite la sua finanziaria Filas, e con l’Asi, con il coinvolgimento di Università, Istituti di ricerca, Agenzia Spaziale Italiana e piccole e medie imprese laziali.
Per dare vita al GTR, ricorda ad Adnkronos il presidente Marrazzo, «abbiamo già stanziato sette milioni di euro in due anni, potendo contare sulla collaborazione di un tessuto ricco e articolato di piccole e medie imprese leader nel campo dell’elettronica e dell’alta tecnologia». È «sulla base di queste considerazioni che Regione, Provincia e Comune di Roma, che presentano una posizione di centralità nell’area mediterranea e un territorio ad alta vocazione internazionalistica, hanno presentato - afferma ancora Marrazzo - una candidatura unitaria per ospitare la sede della Supervisory Authority del Sistema Galileo».
Marrazzo, quindi, esprime la propria «soddisfazione» per la posizione del Ministro Emma Bonino che ha dato «parere favorevole alla nostra candidatura e, dopo la scelta già avvenuta di localizzare a Roma il centro di valutazione delle performance del sistema satellitare Galileo, confidiamo - conclude il Governatore - di poter conseguire questo ulteriore prestigioso obiettivo»
«Il Paese si è mosso per tempo, politicamente e tecnologicamente», ha detto Veredice, l’amministratore delegato di Telespazio, azienda del gruppo Finmeccanica che con il suo centro del Fucino, in Abruzzo rappresenta uno dei centri top in Europa per la gestione ed il controllo dei dati via satellite, e non solo. Non a caso Veredice parla di un importante «filo rosso tra il Lazio e l’Abruzzo» nelle attività aerospaziali italiane, che va così ad ampliare l’importanza di portare in Italia, a Roma, l’Authority di Galileo. Veredice ricorda che a Roma ci sono già due dei tre nodi che, con l’Authority, completano lo scenario della gestione presente, e futura soprattutto, del sistema Galileo: il primo è la sede a Roma di Galileo Industries, il consorzio di imprese cui partecipano le maggiori industrie manifatturiere spaziali europee, quali Alcatel-Alenia Space, Eads Astrium, Thales e un consorzio di industrie spagnole nato per realizzare Galileo (l’altra sede è a Monaco). Secondo, «a poco più di mezz’ora di macchina da Roma - prosegue l’Ad di Telespazio - c’è il nostro centro del Fucino che ospita due attività di controllo della costellazione, cioè il posizionamento dei satelliti ed il controllo della missione che permette l’utilizzo dei satelliti in sé».
«Il Fucino - dice ancora - è il secondo in Europa insieme al centro dell’Agenzia spaziale tedesca in Germania a svolgere queste attività. Sono due centri gemelli che dovranno garantire sempre il corretto funzionamento del sistema». «L’altra a
ttività relativa al sistema Galileo è il controllo delle perfomance dei satelliti. Su questa attività - prosegue Veredice - occorre che ci sia una garanzia sulla validità del segnale. È questo il ruolo svolto ancora una volta dall’Italia, e sempre a Roma, con il laboratorio Galileo Test Range del Polo Tecnologico Tiburtino».
«Insomma, si tratta di tre centri di attività, Galileo Industries, Galileo Test Range e il Fucino, - aggiunge - fortemente legate fra loro e strettamente collegate fra Lazio e Abruzzo, appunto da un "filo rosso". Mi sembra fisiologico, naturale, quindi, che la sede dell’Authority, il luogo dove si stabilirà e vigilerà sui protocolli e sui criteri di utilizzo del sistema di navigazione satellitare europeo Galileo , sia nello stesso territorio dove già esistono le importanti infrastrutture che serviranno a far funzionare il sistema».
Veredice, infine, esorta a non sottovalutare il ruolo delle città concorrenti candidate, per lui «molto forti», ma si dice ottimista per tutto quello che «il sistema Paese ed il nuovo governo Prodi, in maniera assolutamente trasversale e consapevole, sta facendo per dare all’Italia un ruolo leader nella gestione del cruciale sistema di navigazione satellitare europeo».
Per sapere il nome della città vincitrice, una volta presentate le candidature, si dovrà aspettare la fine del 2006. Pochi giorni fa, il ministro delle Politiche europee, Emma Bonino si è riunita in Campidoglio con il sindaco di Roma Walter Veltroni, Gasbarra e Raffaele Ranucci (assessore regionale allo sviluppo economico) per ratificare la candidatura di Roma per l’Authority di Galileo. Una candidatura, aveva detto la Bonino, «che ha ottime e fondate ragioni e gli unici dubbi non riguardano la validità tecnica, ma la validità politica». Come dire, ha fatto intendere l’ex Commissario europeo, che i giochi si faranno a livello politico, in base ai delicati equilibri interni all’Unione. Anche il precedente governo aveva presentato, insieme al Comune di Roma, alla Provincia e alla Regione Lazio, la candidatura di Roma.