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        20/9/2006 - 12:00 am |  di: G. AlegiAeronautica, Difesa  

Aeronautica: Tricarico ha passato il testimone a Camporini. «Ristrutturazione e assoluzione di Ustica i momenti centrali del mio mandato»

Toni alti e qualche goccia d’acqua hanno segnato la cerimonia di passaggio di comando al vertice dell’Aeronautica Militare tra il generale di squadra aerea Leonardo Tricarico ed il parigrado Vincenzo Camporini, presieduta dal ministro della Difesa Arturo Parisi e dal capo di Stato Maggiore della Difesa Giampaolo di Paola che nei loro interventi hanno espresso elogi non comuni a Tricarico e ribadito con insistenza le preoccupazioni per i recenti tagli di risorse.
Congedandosi dalla propria forza armata dopo 45 anni di «vita di coppia», Tricarico ha ricordato innanzitutto le operazioni aeree sui Balcani nel 1999, «missione ardua e di cui poco si è saputo ma che possiamo annoverare fra le pagine più significative della nostra storia recente», ed ha reso omaggio agli 8200 caduti dell’Aeronautica i cui nomi sono scolpiti sul marmo dei "tre archi" ricordando di non aver mai sacrificato i propri valori. Piena ed esplicita soddisfazione per la nomina di Camporini, che ha definito «un dono» fattogli dal ministro.
Nel tracciare il bilancio del proprio biennio di comando di vertice, Tricarico ne ha sottolineati due momenti. In primo luogo, l’aver «ridisegnato l’Aeronautica Militare del futuro di lungo periodo, procedendo con coraggio» nel segno di uno «snellimento significativo unito ad una razionalizzazione in senso ampiamente riduttivo» della presenza fisica pur di mantenere o accrescere la capacità complessiva.» Un’opera in parte «allo stadio di progettualità pura», che richiederà dunque un forte sostegno «politico-istituzionale nel suo complesso» per non appesantire ancor più l’organismo, e che Camporini ha detto di voler continuare «perché convinto di ogni passo e di ogni idea attribuibile alla mia visione».
Gioia anche per la sentenza di secondo grado del processo di Ustica «che spazza via tutte le mistificazioni operate nel corso di vent’anni, e non solo a mezzo della pubblica informazione». Una gioia appena temperata dal fatto di dover «ancora attendere la pronuncia, questa volta definitiva, della suprema corte che confermi - senza ombra alcuna - la cristallina valutazione di merito espressa dalla giuria della 1.a corte d’assise d’appello di Roma. Solo allora,» ha ribadito Tricarico, «la ferita che lentamente si è rimarginata sarà definitivamente guarita.»
Pur dicendo di voler limitare il proprio intervento ai tre concetti «grazie, farò del mio meglio, datemi una mano», anche Camporini (foto in basso) ha volato alto, dicendo subito di voler sfruttare il lungo comando consentitogli dai soli sessant’anni di età per impostare programmi di «ampio respiro, bene al di là della gestione del contingente» e citando tra i propri maestri i predecessori Basilio Cottone (del quale fu aiutante di volo), Mario Arpino e lo stesso Tricarico. Camporini non ha nascosto le difficoltà del compito che lo attende - sia per la «accelerazione improvvisa» della storia che per l’oggettiva crisi di risorse - ma, dopo aver sottolineato la convinta adesione a mentalità operative davvero interforze - ha voluto rifarsi all’idea del volo immortalata dai celebri versi di John Gillespie Magee per esortare tutti a volare tanto alto da toccare «il volto di Dio».
La cerimonia, tornata dopo molti anni a svolgersi sul piazzale principale del Palazzo Aeronautica, è stata bagnata dalla pioggia a partire dall’intervento del capo di SMD, sin troppo improntato all’apporto determinante dell’Aeronautica alla «capacità di proiezione nazionale» e ricco di elogi per la componente da trasporto «senza la quale - ha detto Di Paola allontanandosi dal discorso scritto - oggi non un sol uomo opererebbe fuori dei confini nazionali». Il ruolo strategico del trasporto è stato sottolineato anche da Parisi, che vi ha però aggiunto un significativo richiamo alla «evoluzione della minaccia dei nostri giorni, ove si affievoliscono le differenze - reali e concettuali - tra la difesa degli spazi nazionali, in senso stretto, e la tutela della sicurezza a livello regionale e globale».
Per Camporini, la cui nomina secondo il decreto del presidente della Repubblica ha effetto dal 20 settembre, la sfida inizia adesso.

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