Gli sposi della città di Samara hanno chiesto agli equipaggi italiani rischierati per l’emergenza incendi in Russia di posticipare la partenza per partecipare ai loro matrimoni. Si concludono con questa nota di speranza e gratitudine i dieci giorni di lotta con il fuoco dei Canadair della Protezione Civile. I due CL-415 - ha spiegato a Dedalonews il comandante Antonio Urbano, direttore operazioni volo della SOREM - hanno pianificato un ritmo giornaliero di tre missioni di tre ore ciascuno ma sono stati penalizzati nella fase iniziale da una visibilità che a Mosca era nell’ordine di 400 metri circa. Di qui il trasferimento a Samara, un migliaio di chilometri a est della capitale. Gli anfibi italiani rifornivano nelle acque del Volga, prima con alcune restrizioni di sicurezza e poi in autonomia. In questa modalità, analoga a quella praticata in Italia, è stato possible giungere sino a 40-45 sganci per missione, triplicando l’efficacia. A bordo di ciascun Canadair è stato imbarcato un navigatore russo, soprattutto per i collegamenti con le squadre a terra, non sempre in grado di comunicare in inglese. «Si operava in una modalità di "close support"», dice Urbano, che ha effettuato una parte del ciclo per avvicendarsi poi con il capo pilota SOREM Massimo Luciolli. «L’aereo sganciava, poi avanzavano le squadre a terra per mettere in sicurezza. In alcuni casi era troppo caldo anche per avanzare a terra.»
L’intervento è stato molto ben accolto dalla popolazione. «Dovunque andavamo in giro la popolazione ci ringraziava e tutti ci volevano stringere le mani», continua Urbano. Anche le autorità si preparano a riconoscere ufficialmente il contributo dei piloti antincendio italiano. Se non vi è ancora conferma dell’incontro con il primo ministro Vladimir Putin, sembra che tutti riceveranno una sorta di diploma d’onore. Subito dopo il rientro in Italia, dove le condizioni meteo tratteggiano giorni più tranquilli.