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        20 Luglio 2010 - 2:56 pm |  di: G. AlegiAeronautica, Difesa  

La Russa svela rinuncia italiana a 25 Eurofighter per risparmiare due miliardi

dal nostro inviato

«Anche la Difesa ha il dovere di far pesare di meno al cittadino il costo dello Stato.» Così il ministero della Difesa Ignazio La Russa ha detto in una breve conferenza stampa al salone aerospaziale di Farnborough, nella quale si è unito all’apprezzamento per Finmeccanica espresso poco prima dalla collega Mariastella Gelmini, sia pur lamentando l’anomalia tutta italiana di un settore aerospaziale che fa capo all’Istruzione per la parte di ricerca e all’Economia per gran parte dei suoi acquisti. Un settore che porta successi e prestigio, ha sottolineato La Russa congratulando Alenia Aermacchi per la selezione dell’M-346 nella gara a Singapore.
Affiancato a destra dal segretario generale della Difesa gen. Biagio Abrate e dal gen. Vincenzo Camporini, il cui mandato di Capo di Stato Maggiore della Difesa scade il 3 agosto, e a sinistra dall’a.d. Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini e dal sottosegretario Guido Crosetto, La Russa ha risposto ad alcune domande sulle prospettive dei principali programmi in corso a fronte dei tagli degli stanziamenti per la Difesa. Sul programma FREMM, il ministro ha dichiarato che «la mancanza di risorse non impedisce il proseguimento delle sei FREMM già in corso.» Per quanto riguarda le altre quattro «la mia speranza è che possa risultare non indispensabile averle, ma indispensabile costruirle, magari per cederle» alle forze armate di altri paesi. Il riferimento è probabilmente al Brasile, al quale a metà agosto verrà sottoposta l’offerta formale per cinque FREMM più l’opzione per dieci corvette. Per aggiungere un po’ di pepe alla notizia, La Russa esprime a un giornalista brasiliano il suo disappunto per la mancata estradizione del «terrorista e assassino» Cesare Battisti «condannato da un libero tribunale italiano».
Nubi all’orizzonte, invece, per la tranche IIIB dell’Eurofighter. La Russa, sostenuto da Camporini, esplicita la rinuncia all’ultimo lotto di questi "bombardieri". «Dopo attento studio - dice - abbiamo deciso che gli stessi risultati si possono ottenere con 25 aerei di meno e un risparmio di due miliardi.» «Oggi i 96 aerei che sono in ordine sono più che sufficienti a garantire la difesa», rincalza Camporini ricordando come le origini del programma risalgano al 1982. A margine dell’incontro fonti industriali fanno notare come al programma siano legati in Italia 24.000 posti di lavoro, per metà al sud. Nessun numero, invece, sul JSF. «Stiamo valutando e siamo molto cauti», dice il ministro. «Non volevamo restare estranei al programma come Italia. Sui numeri siamo molto cauti.»
La Russa ha inoltre smentito di sponsorizzare Flavio Cattaneo per la successione al vertice di Finmeccanica.