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        26 Maggio 2009 - 2:07 pm |  di: G. AlegiDifesa  

Sono in arrivo gli UAV Predator A aggiornati e più sicuri

È prossima l’entrata in servizio in Italia dei primi Predator A potenziati. La Direzione Generale Armamenti Aeronautici ha infatti concluso da pochi giorni negli Stati Uniti le attività di collaudo su un primo lotto di aerei, sensori e stazioni di controllo, che saranno presto inviati in Italia per diventare operativi «per il soddisfacimento di urgenti esigenze operative».
La DGAA ha collaudato essenzialmente un Predator A aggiornato e due di nuova produzione, tre sensori elettro-ottici/infrarossi (EO/IR), due MTS-A, due stazioni di controllo e un apparato satellitare, più parti di ricambio e attrezzature per il supporto a terra. Gli altri tre Predator A in servizio - il quinto andò perduto nel febbraio 2004 in fase addestrativa - saranno aggiornati nel 2010, con acquisizione dei relativi sensori e ricambi.
Non si tratta dei nuovi RQ-9A Predator B autorizzati nel febbraio 2008 , ma dell’aggiornamento degli RQ-1B Predator A già in servizio da alcuni anni con il 28° Gruppo del 32° Stormo dell’Aeronautica Militare, che gestisce gli APR per le esigenze interforze della Difesa italiana.
Sotto il profilo tecnico, l’aggiornamento degli RQ-1 comprende nuove semiali con maggior allungamento, il Mission Targeting System MTS-A con illuminatore/designatore laser, un nuovo pacchetto avionico Raytheon 3M, una diversa stazione di controllo con trasmissione satellitare e un nuovo software di gestione operativa.
L’aggiornamento rende i sistemi più potenti, ma anche più sicuri. Le analisi e le dimostrazioni chieste alla Ditta dalla Direzione Generale degli Armamenti Aeronautci (DGAA) nel corso della qualifica della nuova versione del Predator, fanno emergere maggiori livelli di sicurezza (nel senso di "safety") del sistema che consentiranno ai Predator aggiornati di operare in aree con maggior densità di popolazione rispetto alla configurazione precedente. Il "Safety Case" chiesto e disciplinato nell’ambito della procedura di omologazione messa a punto dalla DGAA - che, ricorda Dedalonews, è all’avanguardia in questo campo - è il risultato delle probabilità di "system loss" (la perdita del sistema, funzione della affidabilità intrinseca dell’APR) in funzione dell’area di dispersione dei detriti e quindi della densità di popolazione.