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        8/4/2010 - 6:05 pm |  di: G. Di BernardoSpazio  

Lanciato Cryosat: studierà per almeno tre anni i ghiacci della Terra

È stato lanciato oggi con un vettore Dnepr partito dal cosmodromo kazako di Baikonur il satellite ambientale europeo CryoSat-2, destinato a studiare per almeno tre anni da un orbita quasi polare (88°) i ghiacci terrestri, sia quelli marini che quelli che ricoprono le terre emerse, al fine di comprendere il ruolo che essi hanno nel sistema Terra e valutare il loro l’effetto sui cambiamenti climatici. Il segnale di conferma della separazione del satellite dal lanciatore è stato acquisito 17 minuti dopo il lancio dalla stazione italiana di telerilevamento situata a Malindi, in Kenya.
«Sappiamo dai nostri satelliti radar che il ghiaccio del mare è in diminuzione, ma resta ancora un urgente bisogno di capire come il volume di ghiaccio stia cambiando», ha detto Volker Liebig, direttore dei "Programmi di Osservazione della Terra" dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), con sede nello stabilimento Esrin di Frascati (Roma). «Per fare questi calcoli - ha aggiunto - gli scienziati hanno anche bisogno di informazioni sullo spessore del ghiaccio, che è esattamente quello che il nostro nuovo satellite fornirà». Il satellite, dopo una fase di "commissioning" di sei mesi, diverrà operativo, per una missione nominale prevista in tre anni e la possibilità di una estensione di almeno altri due.
CryoSat-2 è dotato di un radar altimetro interferometrico ad apertura sintetica (SIRAL), associato ad un sistema di posizionamento doppler e radio (DORIS) e ad un laser altimetro retroriflettore, che consentono di avere indicazioni di altissima precisione (errore inferiore al mezzo metro) sulla posizione del satellite rispetto al suolo, condizione indispensabile per la qualità dei dati che saranno raccolti. Tre le modalità di funzionamento, che permettono di studiare e misurare ogni tipo di ghiaccio marino e terrestre e il suo spessore.
Conoscere il rapporto tra ghiacci e clima terrestre è fondamentale per diversi motivi: essendo bianco, il ghiaccio riflette la luce solare; la riduzione della copertura dei ghiacci implica quindi un maggior assorbimento di energia dal Sole e un relativo aumento della temperatura. Secondo, il ghiaccio marino isola termicamente vaste aree di mare, giocando un ruolo importantissimo nella regolazione dello scambio termico. Terzo, la formazione e lo scioglimento dei ghiacci altera la salinità degli oceani, e di conseguenza la loro densità con conseguenze sulla circolazione e le correnti, come quella del Golfo, che giocano un ruolo primario nella regolazione della temperatura e del clima terrestri. Infine, lo scioglimento dei ghiacci comporta un innalzamento del livello del mare, che è bene conoscere in modo quanto più accurato possibile, per i suoi effetti sulle zone costiere, soprattutto se densamente abitate.
Con una massa al lancio di 720 chili, Cryosat-2 è stato immesso in orbita polare non eliosincrona a 717 chilometri di quota. Mediamente raccoglierà dati per tre orbite, scaricandoli poi dalla sua memoria a stato solido da 256 Gbit. La durata della missione è stata fissata in tre anni, è stato spiegato in ESA, perché la comunità scientifica internazionale ha indicato questo come periodo minimo per acquisire dati sufficienti a valutare il ruolo dei ghiacci sul sistema Terra. Dopo il lancio e quando il satellite sará operativo la distribuzione dei dati scientifici agli utenti di tutto il mondo verrà gestita all’Esrin.
Il lancio di CryoSat-2 segna un significativo risultato per il programma di osservazione della Terra dell’ESA e porta a tre il numero dei satelliti posti in orbita in poco più di 12 mesi. CryoSat-2 segue GOCE, lanciato nel marzo 2009, e SMOS, lanciato lo scorso novembre. Il primo CryoSat andò perduto subito dopo il lancio nel 2005.

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