Persa la password?
registrati !!

Archivio:

    Archivio »»

        15/4/2009 - 10:45 am |  di: G. AlegiDifesa  

Le commissioni Difesa approvano JSF, JAMMS e Forza NEC

È favorevole il parere delle commissioni difesa di Camera e Senato sulla "Forza NEC", per i due aerei multi-sensore/multi-missione JAMMS e per il programma JSF, compresa la linea di assemblaggio finale di Cameri (NO). L’iter parlamentare si è concluso nei giorni prima di Pasqua con poche raccomandazioni che non mutano la sostanza dei tre importanti programmi indicati.
La creazione di una forza di superficie caratterizzata da Network Enabled Capability (capacità di operare in rete, NEC; programma SMD 01/2009) potrà partire così quest’anno con una prima fase di quattro anni del costo di 650 milioni di euro, in parte finanziati dal ministero dello Sviluppo Economico attraverso la legge 421/1996, per le attività sperimentali e di collaudo definite "di cornice". La digitalizzazione vera e propria di unità operative pari ad una brigata dell’Esercito ed ad una forza da sbarco sarà oggetto di un secondo programma.
Al via anche il programma SMD 03/2009 per i due aerei Joint Airborne Multisensor Multimission System destinati a sostituire l’attuale G.222VS anche nelle missioni internazionali. Le commissioni hanno approvato la scelta del Gulfstream G550 quale piattaforma per il sistema, che avrà un costo stimato di 280 mln in sette anni, da finanziare con il bilancio ordinario della Difesa. Nessun dettaglio sulla dotazione elettronica, vero cuore del sistema. La commissione Difesa della Camera ha chiesto che prima di formalizzare le proprie scelte il governo fornisca ulteriori informazioni sugli aspetti tecnologici (compresa la «gestione diretta dei dati sensibili raccolti») e sul «livello di partecipazione dell’industria italiana, anche al fine di tutelare i livelli occupazionali.»).
Il Joint Strike Fighter, il caccia che costituirà l’intera linea tattica di Aeronautica e Marina nella prima metà di questo secolo (programma SMD 02/2009), ha suscitato qualche discussione in più ma è comunque passato insieme alla realizzazione della linea di montaggio finale e revisione (FACO/MRO&U) a Cameri. Con varie sfumature, le commissioni di Camera e Senato hanno entrambe raccolto le preoccupazioni dell’industria nazionale riguardo al principio del "best value" (miglior valore, «temperato» però da «accordi sia governativi sia industriali», ricorda la Camera) adottato dal programma americano in luogo delle più diffuse quote garantite o degli "offset" (compensazioni) di altri programmi.
Dal resoconto della Camera emergono dettagli come il costo della FACO, pari a 775 mln di dollari, la recente ammissione di alcuni ingegneri sperimentatori del Reparto Sperimentale Volo alla fase di Development Test and Evaluation, il valore dei contratti già firmati con industrie italiane (188 mln di dollari, «coerente con l’attuale fase di sviluppo del programma e destinato a crescere notevolmente nel prossimo futuro per effetto dell’evoluzione del programma stesso»).
La decisione del Senato è stata presa con l’astensione di una senatrice e la non partecipazione al voto degli altri commissari del gruppo PD, che rimproverava alla maggioranza di non aver programmato l’audizione di Finmeccanica, Alenia Aeronautica, Avio ed i sindacati dei metalmeccanici. Il Senato ha comunque chiesto che il governo assicuri «la totalità degli investimenti ricorrenti e non-ricorrenti […] per consentire la massimizzazione dei ritorni in termini economici e occupazionali» per l’industria e gli enti universitari e di ricerca, nonché la «definizione degli accordi industriali prima della definitiva formalizzazione contrattuale» tra Segredifesa e il Joint Program Office americano. L’ultima osservazione chiede «procedure trasparenti per il reclutamento della forza lavoro» da parte delle «aziende nazionali del settore, la cui proprietà, o parte di essa, sia detenuta dallo Stato».

Flash News: