ANPAC con un comunicato denuncia la situazione di «grave crisi» vissuta oggi da trasporto aereo nel nostro paese notando come «Le evidenti criticità gestionali di Meridiana, sia operative che nell’ambito delle relazioni industriali e sindacali, la condizione drammatica di Eurofly, precipitata in un buco nero immediatamente dopo il processo di entrata in Borsa, la situazione di stallo che caratterizza il processo industriale di Alitalia, la stessa condizione di Airone che in questi mesi ha pressoché azzerato le relazioni industriali con i Piloti e le forti criticità organizzative di Alpi Eagles, sono tutti sintomi dello stato di crisi generalizzato, al limite del collasso, delle compagnie di trasporto aereo italiane». Parlando della trasmissione "Ballarò" andata in onda ieri sera su Raitre, prosegue la nota « il ministro delle Infrastrutture Di Pietro ha giustamente parlato di servizi essenziali che non possono essere oggetto di banali forme di privatizzazione e, sopra ogni cosa, non possono essere esclusivamente soggette alle leggi di mercato. Il Ministro ha elencato tali servizi, dimenticando che anche il trasporto aereo rientra in un concetto di mobilità del paese che il Governo non può delegare, pena la perdita di opportunità per i cittadini italiani. Non è assolutamente accettabile, infatti, che in futuro un privato non garantisca i collegamenti con determinate zone del paese solo perché non profittevoli. Alitalia in questi anni, al di là dei profitti, ha sempre garantito la mobilità a tutti i cittadini italiani. Un esempio recente è stata l’eclatante decisione di tenere aperto il collegamento con la Cina nonostante il volo fosse in fortissima perdita. Parte della crisi di Alitalia sta proprio nel fatto che da Alitalia si pretende la garanzia della mobilità dei cittadini ma contemporaneamente la si obbliga a sottostare alle competitive e squilibrate leggi di mercato senza che lo Stato possa intervenire a sostenerla.» Nota il sindacato come appaia «molto grave che il processo di riforma del Trasporto Aereo annunciato dal Ministro Alessandro Bianchi si sia arenato oggi in una mera discussione sulla rappresentatività sindacale e non prosegua verso quegli ambiziosi obbiettivi che ci si era inizialmente posti.
ANPAC è in totale disaccordo verso chi vuole far credere che il sistema del trasporto aereo italiano non sia in crisi ma, al contrario, stia vivendo una esclusiva crisi della Compagnia di Bandiera. Queste affermazioni appaiono strumentali e sembrano utili solo ed esclusivamente a tutelare quelle aree di attività che oggi, prive di ogni tipo di concorrenza, continuano a beneficiare di profitti assolutamente squilibrati rispetto allo stato generale del settore». L’Anpac dunque « invita il Presidente Prodi ed i suoi collaboratori a tenere in attenta considerazione il rischio che può derivare da un esito del bando di gara per l’acquisizione di Alitalia che non sia coerente con la complessità della situazione dei vettori italiani, oggi a forte rischio di collasso con conseguente marginalizzazione del trasporto aereo italiano a livello europeo. I piloti di Anpac, ampiamente maggioritari nell’ambito di tutte le compagnie aeree italiane, non garantiranno al Governo stabilità di percorso se non a fronte di progetti complessivamente e chiaramente indirizzati alla salvaguardia della mobilità del paese ed al riallineamento della catena del valore del settore del trasporto aereo nazionale».