GMES (Global Monitoring for Environment and Security) è un programma costituito da infrastrutture di terra e spaziali. Le infrastrutture spaziali sono in realtà una famiglia di satelliti e payolad di cinque tipi diversi:
Sentinel 1, che dovranno sostituire gli attuali ERS ed Envisat; si tratta di satelliti radar in orbita polare. Lancio del primo satellite in programma a fine 2011.
Sentinel 2, satelliti ottici progettati per l’osservazione iperspettrale ad alta risoluzione; anche questi opereranno da orbita polare. Monitoreranno terreno, vegetazione e acqua e forniranno informazioni ai servizi di emergenza. Lancio del primo satellite in programma a fine 2012
Sentinel 3, satelliti oceanografici multistrumentati. Lancio del primo satellite nel 2013.
Sentinel 4 è un payload che sarà imbarcato sui futuri satelliti METEOSAT di terza generazione (MTG) destinati a monitorare le componenti atmosferiche da orbita geostazionaria. Primo lancio previsto nel 2017.
Sentinel 5, payload che sarà imbarcato su un satellite post-EUMETSAT a bassa orbita polare per il monitoraggio della composizione chimica dell’atmosfera. Lancio previsto nel 2019.
I satelliti finora pianificati da ESA sono in tutto sei, due per ogni tipo 1, 2 e 3. Come detto, Sentinel 1A e 1B garantiranno la continuità della disponibilità operativa dei dati radar in banda C, a oggi forniti dalle missioni ESA Envisat ed ERS, incrementando le prestazioni in termini di tempi di rivisitazione, gestione operativa dei dati e disponibilità di prodotti per gli utenti finali.
L’Italia ha un ruolo primario nel programma GMES grazie anche all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che, nel corso dell’ultima ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha sottoscritto un impegno di circa 300 meuro del nostro paese nel campo dell’osservazione della Terra, pari a circa il 20% del programma GMES, forte anche dell’eccellente risultato del programma COSMO-SkyMed.
Thales Alenia Space, in qualità di primo contraente, è responsabile della progettazione, sviluppo, integrazione e test dei satelliti Sentinel 1 e Sentinel 3. Sentinel 1A e 3A sono attualmente in costruzione, il primo nei siti di Roma e L’Aquila ed il secondo in quello di Cannes; il loro lancio è pianificato entro il 2012.
Entrando più in dettaglio, i satelliti Sentinel 1A e 1B acquisiranno immagini della Terra in "strisce" dai 20 ai 250 chilometri di ampiezza, con una risoluzione fra i 5 e i 25 metri. Saranno equipaggiati con un radar ad apertura sintetica in banda C (SAR), per fornire agli utenti immagini continue, giorno e notte, in tutte le condizioni meteorologiche. I principali obiettivi della missione Sentinel 1 sono: mappatura delle aree urbane e degli impatti ambientali, monitoraggio dei rischi da movimenti della superficie terrestre, sorveglianza dell’ambiente marino, sicurezza marittima, monitoraggio dei ghiacci marini, monitoraggio delle foreste e dei cambiamenti climatici. Le tecnologie fondamentali per l’antenna del radar ad apertura sintetica in banda C, oltre ai sottosistemi avanzati di gestione e trasmissione dati, sono attualmente in fase di sviluppo da parte di Thales Alenia Space.
I satelliti Sentinel 3A e 3B saranno dedicati all’oceanografia e al monitoraggio della vegetazione terrestre e trasporteranno due payolad ottici (uno per il monitoraggio del colore degli oceani e uno per la misurazione della temperatura della superficie marina), oltre ad un altimetro oceanografico ad alta precisione. Rileveranno, con accuratezza e affidabilità uniche, parametri quali: topografia della superficie marina, temperatura della superficie marina e terrestre, colore degli oceani e delle terre emerse. La famiglia di Sentinel 3 fornirà dati cruciali in settori quali i cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile, le politiche ambientali, la protezione civile europea, l’aiuto allo sviluppo e l’aiuto umanitario