«Non sono sicuro che tra 15 anni l’industria dell’auto sarà ancora italiana. Sono invece sicuro che gli investimenti sull’aerospazio e l’alta tecnologia ci offriranno strumenti che tra 15 anni daranno all’Italia attività che produrranno PIL». Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto partecipando alla presentazione del libro "Cosmo SkyMed: The Italian Space System for Earth Observation" fatta ieri a Roma presso l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
Crosetto ha anche detto che la Difesa sta cercando di avviare, di concerto con il ministero delle Finanze, una nuova modalità di gestione dei fondi che eviti il ritorno nelle casse dello Stato di finanziamenti eventualmente non spesi a fine anno, per poterli destinare anche ad attività di ricerca perché, ha detto, «riteniamo che i punti di eccellenza dell’Italia vadano sostenuti e ampliati».
Il rispetto di tempi, costi e prestazioni sono gli elementi qualificanti del sistema Cosmo SkyMed, ha voluto sottolineare con Dedalonews l’amm. Roberto Leonardi, già rappresentante della Difesa nell’Agenzia spaziale italiana (ASI) e che ha seguito il programma fin dalla nascita. «Dal contratto nel 2003 al lancio del primo satellite nel 2007 - ha detto - sono passati appena quattro anni, durante i quali siamo stati capaci di realizzare non solo il satellite, ma anche tutto il sistema "ground". Poi, tra il lancio del primo e del terzo satellite, sono passati solo 16 mesi». Il tutto, ha sottolineato Arnaldo Capuzi, responsabile unità operativa e del programma Cosmo SkyMed dell’ASI, «senza un euro di costo aggiuntivo, come buon esempio di gestione della cosa pubblica». Per entrambi, quello che ha giocato a favore di questi risultati è stato «lo spirito collaborativo tra ASI, Difesa e industria, con una squadra "dedicata" dove tutti lavoravano a risolvere i problemi che si presentavano di giorno in giorno». «Un modello organizzativo - ha aggiunto Leonardi - dove la Difesa ha funzionato da elemento stabilizzante, che ha dimostrato di funzionare e che potrebbe essere usato come esempio ed esportato».
«Il terzo satellite - ha detto nel suo intervento il commissario dell’ASI Enrico Saggese - sarà operativo subito dopo Pasqua e il quarto è in costruzione, con il lancio previsto per gennaio 2010. Cominciamo ad avere anche qualche successo commerciale, a testimonianza della giustezza delle scelte fatte». Per i due satelliti Cosmo di seconda generazione saranno investiti 600 milioni di euro tra ASI e Difesa.
Saggese ha poi parlato del futuro della costellazione: «riteniamo - ha detto - che quattro satelliti siano il numero giusto per assicurare i requisiti civili e militari del sistema e per il futuro dobbiamo garantire che la costellazione si evolva, con un ricambio ogni cinque anni e i primi due satelliti in orbita nel 2013. Ad essi seguiranno due satelliti di terza generazione». Oltre che della necessità di aggiornare tecnologicamente la costellazione con le nuove generazioni di Cosmo, Saggese ha anche parlato della necessità di sviluppare software adeguati, molto avanzati, per gestire i dati trasmessi dai satelliti e trasformarli in immagini facilmente fruibili.
Alla presentazione del libro hanno partecipato anche il segretario generale della Difesa, gen. Aldo Cinelli, e il responsabile del programma Comso SkyMed per Thales Alenia Space, Sandro Fagioli.
Il volume, scritto da Anacleto Mocci e Ruggero Stanglini, in doppia lingua e riccamente illustrato, racconta storia, caratteristiche e applicazioni del sistema Cosmo.