La proposta di partecipazione dei dipendenti alla privatizzazione di Alitalia è «interessante e rivoluzionaria» oppure una «esperienza negativa» che «ancora oggi, dopo oltre dieci anni, dispiega i suoi nefasti effetti»? Sulla prima posizione è schierata Piloti Italiani Uniti, la federazione di cui fa parte Unione Piloti, inseritasi a sorpresa nella gara per Alitalia. Nell’altra si riconoscono invece ANPAC e UIL Trasporti. I due schieramenti - da sempre divisi sull’atteggiamento da tenere verso il rilancio dell’azienda e la gestione di Giancarlo Cimoli - combattono una battaglia a colpi di comunicati.
Per ANPAC, che insieme a UILT sostiene di rappresentare oltre l’80% dei piloti Alitalia, la «manifestazione di interessi espressa da UP, sindacato che in Alitalia rappresenta una esigua minoranza, non è rappresentativa della volontà della categoria dei piloti». ANPAC e UILT «confermano quindi l’impercorribilità di progetti che prevedano la partecipazione azionaria dei dipendenti» e «daranno il loro pieno sostegno esclusivamente a chi potrà presentare progetti solidi, dal punto di vista finanziario e industriale, che siano in grado di dare alla compagnia di bandiera un futuro orientato allo sviluppo ed a una sempre più marcata presenza sul mercato nazionale, internazionale ed intercontinentale».
Di tutt’altro tenore la posizione di PIU, che muove dalla premessa della conferma del deficit e del «dissesto organizzativo» denunciati da tempo per individuare nella «implementazione di un nuovo piano d’impresa che, a differenza di quello appena fallito, non si concentri unicamente sulla riduzione dei costi ma si proietti coraggiosamente verso lo sviluppo della flotta e del network, specialmente sulle direttrici di lungo raggio» il modo per « valorizzare tutto l’enorme potenziale industriale e di mercato del Gruppo Alitalia». È per questo che secondo PIU l’iniziativa di UP - che la sigla rappresenta come «una operazione di management buy out che è cosa ben diversa dall’azionariato dei dipendenti» - valorizzerebbe «il ruolo trainante di tutti i lavoratori, dai naviganti al personale di terra, il cui consenso e la cui motivazione costituiscono un cardine indispensabile per qualunque progetto di rilancio della Compagnia di Bandiera».