Sono al rialzo le previsioni di Finmeccanica per il 2009, mentre il 2010 sarà più incerto. Lo anticipa la società dopo una riunione di cda. La forchetta dei ricavi attesi si sposta così da 17,1-17,9 a 17,9-18,3 miliardi di euro, facendo intravedere un dividendo uguale ai 41 centesimi dell’esercizio 2008. In crescita anche le previsioni per il flusso di cassa, che si potrebbe attestare a 530-570 milioni, fino a 170 mln in più di quanto previsto in precedenza. Stabile con tendenza alla contrazione il margine operativo prima di tasse e ammortamenti, che non dovrebbe superare 1,58 mld contro la precedente previsione massima di 1,62 mld. Per il 2010 la società conferma la stima massima dei ricavi a 18,6 mld, ma riduce di 130-150 mln l’EBITA e di 200 mln il flusso di cassa. In compenso potrebbero salire a 21 mld i nuovi ordini.
A questa revisione contribuiscono le «persistenti condizioni di fragilità della domanda» per aerei ed elicotteri civili e lo spostamento della domanda dai mercati occidentali ad altri più competitivi. Finmeccanica si propone di ridurre i costi «industriali e di struttura», senza precisarne per ora i modi. Ultima criticità la possibile riduzione degli anticipi finanziari da parte dei clienti.