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        14/1/2008 - 12:00 pm |  di: M. AmatimaggioDifesa, Imprese  

Fincantieri imposta primo pattugliatore per marina Irak. A bordo anche Isotta Fraschini e OTO Melara

Venerdì scorso presso lo stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, a Sestri Levante, si è tenuta la cerimonia di impostazione del primo dei quattro pattugliatori commissionati all’azienda italiana dalla marina irachena.
Il contratto, del valore di 80 milioni di euro, era stato siglato alla fine del 2006, anche grazie al supporto dell’ambasciata italiana a Baghdad, e al contributo della Direzione Generale Armamenti Navali (NAVARM) e del ministero della Difesa e di quello degli Affari Esteri.
La prima nave sarà consegnata entro la prima metà del 2009, le altre con un intervallo di tre mesi fra l’una e l’altra. Il contratto prevede inoltre la fornitura del relativo supporto logistico e dell’addestramento.
È stato il capo di stato maggiore della Difesa dell’Iraq, il generale Babaker Baderkhan Al Zibari (nella foto in alto), ad apporre la "targa di impostazione" sulla struttura della nave.
Erano presenti il capo di stato maggiore della marina irachena, ammiraglio Mohammad Jawad Kadham, il capo di stato maggiore della Marina Militare italiana, ammiraglio di squadra Paolo La Rosa (a destra), e il Direttore Generale Armamenti Navali, ammiraglio ispettore capo Dino Nascetti.
Per Fincantieri hanno fatto gli onori di casa il presidente Corrado Antonini, il responsabile Direzione Navi Militari di Fincantieri, Alberto Maestrini, e il direttore dello stabilimento Ferdinando Tognini.
Le unità navali, che costituiranno il nucleo centrale della flotta di pattugliamento della Marina irachena, avranno compiti assimilabili a quelli della nostra Guardia Costiera. Saranno destinate a compiere missioni di sorveglianza della Zona Economica Esclusiva, condurre operazioni di ricerca e salvataggio, controllo del traffico marittimo, che prevede anche ispezioni a bordo delle navi in transito, e operazioni antincendio.
I pattugliatori avranno una lunghezza di 53,40 metri, una larghezza di 8 e potranno raggiungere una velocità di 23 nodi; l’equipaggio sarà composto da 38 persone.
Le dimensioni e le prestazioni delle navi irachene sono le stesse del pattugliatore P61 (a sinistra) che recentemente la Fincantieri ha realizzato, avvalendosi del finanziamento del 5° Protocollo italo-maltese, per la marina di Malta.
In pratica per realizzare il progetto per i quattro pattugliatori iracheni la Fincantieri si è basata su quello del P61, la nave è stata consegnata a Malta nel 2005, il cui progetto è noto anche come "Saettia 2 Modificato".
Il progetto del P61, infatti, era stato sviluppato da quello dei pattugliatori della classe Diciotti della Guardia Costiera italiana, a sua volta uno sviluppo del pattugliatore Saettia, il risultato di una private venture di Fincantieri.
I pattugliatori della classe Diciotti (o Saettia 2- in basso), la Guardia Costiera ne ha in linea cinque esemplari, hanno invece una lunghezza fuori tutto di 52,80 metri, un dislocamento di 427 tonnellate e sono costruiti in acciaio; con un’autonomia di 1.800 miglia, raggiungono la velocità di 32 nodi.
Come il P61 maltese, anche i quattro pattugliatori iracheni saranno quindi meno performanti dei Saettia della Guardia Costiera, rispetto ai quali saranno leggermente più lunghi, ma avranno minore dislocamento e velocità.
I quattro pattugliatori, che saranno costruiti sotto la sorveglianza del Registro Italiano Navale (Rina) secondo stringenti standard internazionali in tema di sicurezza e di rispetto dell’ambiente, avranno anche la stessa propulsione del P61 maltese.
La Fincantieri curerà anche la fornitura degli apparati di propulsione, due motori Isotta Fraschini V1716T2MSD da 2360 kW con linee d’asse ed eliche a passo variabile, e degli apparati di generazione, tre generatori Isotta Fraschini L1306T3ME da 220 kW.
Ricordiamo che l’attività di Isotta Fraschini, una sussidiaria di Fincantieri con sede a Bari, si colloca oggi all’interno della Direzione sistemi e componenti navali (Marine Systems) di Fincantieri, nata di recente proprio con l’obiettivo di razionalizzare le capacità già presenti all’interno del Gruppo Fincantieri per estendere la propria presenza sui mercati internazionali. Fincantieri fornirà anche i sistemi di stabilizzazione delle quattro unità navali.
Oltre Isotta Fraschini, secondo quanto noto a Dedalonews nella realizzazione dei quattro pattugliatori per la marina irachena sarà coinvolta anche la OTO Melara, una società del gruppo Finmeccanica.
Dovendo operare in acque particolarmente "calde", sulle navi sarà montato il nuovissimo sistema d’arma "Marlin" calibro 30 mm di OTO Melara, (in alto) un sistema che l’azienda italiana sta fornendo anche alla marina degli Emirati Arabi Uniti.
È stato sviluppato da OTO Melara nella business unit BMB di Brescia, già Breda Meccanica Bresciana; in particolare, sui quattro pattugliatori sarà installata una versione che monta il cannone Mauser Mk.30-2 con integrato un sistema optronico di puntamento coassiale.
Denominato dall’azienda "Modular Advanced Remotely controlled Lightweight Weapon System", si tratta di un sistema d’arma che può montare armi da 25 o da 30 mm e che può essere predisposto anche per l’installazione di un lanciatore di missili della categoria dello Spike. Il suo progetto è caratterizzato da una elevata modularità, tale da consentirne la configurazione in base alle particolari esigenze del committente. Il Marlin può essere installato sia su unità maggiori, in tal caso può essere facilmente linkato al Combat Management System della nave, sia su unità di ridotto dislocamento, laddove il sistema può essere invece gestito da piccole consolle (a destra), le stesse che su unità maggiori possono permettere l’impiego "locale" del sistema, capacità molto utile per difendere la nave da minacce asimmetriche durante l’ormeggio in porti non sicuri.

(Aggiornato alle ore 16.30)

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